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il caso

La “Corte dei Miracoli” del Cefpas, rinviato l’interrogatorio di Gallo Afflitto

Dinnanzi al GIP di Caltanissetta è comparso Giuseppe Capodieci già manager dell’Asp di Agrigento

11 Giugno 2026, 11:33

11:40

La “Corte dei Miracoli” del Cefpas, rinviato l’interrogatorio di Gallo Afflitto

Sono iniziati davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Caltanissetta, Santi Bologna, gli interrogatori preventivi degli indagati coinvolti nell’inchiesta denominata "Corte dei Miracoli", coordinata dalla Procura della Repubblica e incentrata sul presunto sistema di favoritismi e corruzione all’interno del Cefpas, il Centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del servizio sanitario di via Mulè.

L’indagine riguarda complessivamente dodici persone, ma la Procura ha chiesto l’applicazione di misure cautelari per otto indagati. Tra questi figura il deputato regionale di Forza Italia Riccardo Gallo Afflitto, per il quale i magistrati hanno richiesto la custodia cautelare in carcere. Il parlamentare ha chiesto il rinvio dell’interrogatorio per consentire l’esame della documentazione investigativa. Il prossimo passo giudiziario è stato previsto martedì prossimo.

Gli inviti a comparire sono stati notificati dalla Squadra Mobile di Caltanissetta e dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, che hanno condotto le attività investigative sotto il coordinamento dei pubblici ministeri Chiara Benfante, Vera Giordano e Piera Anzalone, diretti dal procuratore Salvatore De Luca.

Oltre a Gallo Afflitto, la Procura ha chiesto il carcere per Roberto Sanfilippo, direttore pro tempore del Cefpas, e per Gioacchino Pontillo, funzionario dello stesso ente. Richiesta invece la misura degli arresti domiciliari per Giuseppe Capodieci, direttore generale dell’Asp di Agrigento interrogato stamattina; Pietro Tirone, imprenditore di Aragona e titolare della Sice Srl; Maria Luisa Zoda, funzionaria del Cefpas; Salvatore Enrico Giambelluca, medico in pensione; e Vincenzo Reitano, ex funzionario regionale.

Secondo l’ipotesi accusatoria, gli indagati avrebbero preso parte, con ruoli differenti, a un sistema caratterizzato da presunte condotte corruttive e irregolarità amministrative. Le contestazioni formulate dalla Procura comprendono, a vario titolo, i reati di corruzione e falso ideologico.

Gli interrogatori preventivi rappresentano una fase cruciale del procedimento: dopo aver ascoltato gli indagati e valutato le rispettive difese, il gip sarà chiamato a decidere sull’eventuale applicazione delle misure cautelari richieste dalla Procura.