Il caso
Convegni, riunioni e consigli comunali: tutto al primo piano senza ascensore, scatta la protesta della Garante dei disabili
Il 18 giugno nel palazzo municipale di Giarre si celebrerà l'indipendentismo siciliano. Fra gli ospiti anche l'ex presidente della Regione. «Le barriere architettoniche ci discriminano»
«La possibilità di partecipare a un evento pubblico non può dipendere dalla disponibilità di assistenza esterna o dall’accettazione di un aiuto personale, ma deve essere garantita attraverso la scelta di luoghi accessibili e fruibili in condizioni di autonomia, sicurezza e pari dignità». Alessandra Strano, da maggio 2025, è la Garante dei diritti delle persone con disabilità di Giarre. Ed è lei a firmare una dura lettera nei confronti del sindaco della cittadina giarrese Leonardo Cantarella e del deputato regionale e consigliere comunale Santo Primavera.
La proverbiale goccia è un appuntamento del prossimo 18 giugno nel Salone degli specchi del municipio. Uno spazio perfetto per appuntamenti di rappresentanza se non fosse che si trova, così come l'aula consiliare, al primo piano e senza ascensore. In altri termini, entrarci è una sfida impossibile contro le barriere architettoniche. Di fatto, quindi, uno spazio precluso alle persone con disabilità.
L'appuntamento del 18 giugno è pieno di ospiti importanti. Si tratta di un ricordo di Antonio Canepa, Carmelo Rosano e Giuseppe Lo Giudice, combattenti indipendentisti siciliani aderenti all'Evis (Esercito volontario per l'indipendenza della Sicilia), morti a Randazzo il 17 giugno 1945.
A sottolineare la rilevanza dell'appuntamento i grandi ospiti previsti: oltre al sindaco Cantarella e al deputato Primavera, ci saranno il senatore Antonio Scavone, il deputato Giuseppe Lombardo, e l'ex presidente della Regione Raffaele Lombardo a chiudere i lavori«La presente non riguarda il merito dei contenuti dell’iniziativa né intende limitare il diritto all’organizzazione di eventi pubblici e culturali», comincia la lettera firmata da Strano e sottoscritta da un lungo elenco di associazioni del territorio. «Il tema posto riguarda la piena accessibilità degli spazi e dei luoghi pubblici e la possibilità per tutte le cittadine e i cittadini di partecipare agli eventi in condizioni di autonomia, pari dignità e inclusione», afferma ancora la Garante.
E dire che le amministrazioni comunali uno strumento per comprendere cosa bisogna fare e intervenire di conseguenza lo avrebbero anche: si chiama Peba, Piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche. Quello di Giarre «da quasi un anno si trova in fase di stallo», continua il documento. Eppure, com'è giusto che sia, «estende la questione del diritto alla partecipazione e all'accessibilità a tutti i luoghi (scuole, pubblici edifici...) e gli spazi (piazze, parchi, strade...) pubblici». Per questo si chiede di valutare lo spostamento dell'appuntamento del 18 giugno, e di tutti quelli a seguire, «in una sede accessibile».
Più di tutto, domanda ancora la garante, bisogna «sollecitare il procedimento di redazione del Peba dimostrando concretamente che l’inclusione non può essere perseguita con le parole o chiedendo ai cittadini che, di fatto, vengono esclusi di attendere i tempi burocratici necessari per l’abbattimento delle barriere poiché questo perpetuerebbe condotte discriminanti e svilirebbe il senso stesso dell’istituzione dell’ufficio del Garante».
«Qualora non fosse possibile procedere allo spostamento dell'iniziativa», avvertono Strano e le associazioni, l'appuntamento sarà presidiato «in maniera pacifica e coesa». Una manifestazione pubblica, insomma, «con l'intento di richiamare l'attenzione della pubblica amministrazione sul valore dell'accessibilità quale condizione ordinaria di cittadinanza e non misura eccezionale o assistenziale».