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Il caso

Sfratto in viale Tunisi dopo sette anni: polemiche per l'intervento su un uomo di 52 anni con disabilità motoria

Dopo sette anni il proprietario riottiene l'appartamento di viale Tunisi: intervento di polizia e sanitari e acceso dibattito sulla gestione di un inquilino disabile.

11 Giugno 2026, 15:15

15:20

ambulanza

Dopo sette anni di tentativi andati a vuoto, il proprietario di un immobile situato in viale Tunisi è rientrato in possesso della propria abitazione grazie a un intervento congiunto delle forze dell'ordine e dei rappresentanti dell'autorità giudiziaria. L'operazione ha però suscitato un acceso dibattito nell'opinione pubblica: da un lato chi ritiene corretto l'intervento delle istituzioni per dare esecuzione a una decisione del tribunale, dall'altro chi lo considera eccessivo, considerando che il destinatario del provvedimento è un uomo di 52 anni con disabilità motoria.

La vicenda ha avuto inizio nel gennaio 2019, quando il Tribunale ha emesso un provvedimento di sfratto per finita locazione. La prima esecuzione era stata fissata per il 29 febbraio dello stesso anno, ma in quell'occasione l'inquilino aveva ottenuto un rinvio per consentirgli di trovare una sistemazione alternativa adeguata alle proprie condizioni di salute. L'uomo, infatti, è costretto a utilizzare una sedia a rotelle a causa di una disabilità agli arti inferiori.

Per agevolare la ricerca di una nuova abitazione, il tribunale aveva nominato un amministratore di sostegno. Tuttavia, nel corso degli anni, non è stata individuata alcuna soluzione abitativa ritenuta idonea dall'interessato. Nel frattempo, si sono susseguiti numerosi tentativi di eseguire il provvedimento, tutti senza esito, anche a causa delle reazioni particolarmente aggressive sul piano verbale da parte dell'inquilino.

Di fronte al protrarsi della situazione, il tribunale ha infine autorizzato l'intervento della forza pubblica per liberare l'appartamento e trasferire l'uomo in una struttura in grado di garantirgli assistenza e tutela sanitaria.

All'arrivo degli agenti della polizia municipale, del personale della Questura e dei sanitari del 118, l'uomo avrebbe nuovamente manifestato un forte stato di agitazione. Secondo quanto riferito, la presenza del personale sanitario, pronto a procedere con un accertamento sanitario obbligatorio qualora necessario, avrebbe contribuito a convincerlo a lasciare spontaneamente l'abitazione.

L'uomo è stato, quindi, accompagnato in ambulanza al Pronto soccorso dell'ospedale Umberto I per gli accertamenti del caso e successivamente trasferito in una struttura assistenziale, dove attualmente è ospitato. Secondo quanto emerso, il trasferimento si sarebbe reso necessario in quanto non sarebbe stato in grado di provvedere autonomamente ai propri bisogni primari.