Giarre
Pronto soccorso sotto pressione
Con l’estate gli accessi al Sant’Isidoro stimati in aumento del 30%. Preoccupano i ritardi per le ambulanze a Riposto e Mascali. L’Asp frena, le associazioni pronte a mobilitarsi
Con l’arrivo della stagione estiva, l’ospedale Sant’Isidoro di Giarre e il suo pronto soccorso entrano nel periodo di massima pressione. La struttura di via Forlanini si appresta a fronteggiare la fase più calda dell’anno, caratterizzata storicamente da un aumento esponenziale degli accessi (una maggiorazione delle attività operative di almeno il 30%), legata al massiccio afflusso di turisti e bagnanti lungo la costa jonica.
Un presidio, quello giarrese, che ha visto riconfermata la presenza del pronto soccorso e di tutte le sue discipline anche all'interno della proposta per la nuova rete ospedaliera. Una decisione che spazza via i dubbi del passato e ribadisce il ruolo primario dello stabilimento, punto di riferimento per un distretto sanitario che supera le 120mila utenze. Se l'ospedale di Giarre tiene la guardia alta, a destare forti preoccupazioni nel comprensorio sono i ritardi legati alla rete dell'emergenza territoriale. Sul tavolo ci sono due questioni spinose: la mancata riattivazione della postazione del 118 a Riposto e la necessità di implementare il personale medico a bordo delle ambulanze nella postazione di Mascali.
Sulla vicenda il direttore generale dell'Asp di Catania, Giuseppe Laganga Senzio, recentemente ha spiegato che la partita non si gioca solo sul piano organizzativo, ma si scontra con rigidi paletti economici e normativi. Trattandosi di un servizio esternalizzato, la postazione del 118 rappresenta un costo aggiuntivo per le casse dell'azienda sanitaria. Tale servizio non rientra nei Lea (livelli essenziali di assistenza), ovvero l'elenco delle prestazioni che il Servizio Sanitario Nazionale è obbligato per legge a garantire gratuitamente sul territorio. L'Asp ha comunque ribadito la propria disponibilità a collaborare per trovare una soluzione. Al momento si attende l’esito delle interlocuzioni avviate con Palermo: l’assessorato regionale alla Salute ha infatti formalmente chiesto alla Seus (la società che gestisce il servizio delle ambulanze in Sicilia) di effettuare una verifica tecnica sulla sostenibilità economica del presidio e sui tempi di intervento nell'area.
L’estate nel frattempo è arrivata e non si conoscono le determinazioni assunte. E nel silenzio assordante dei sindaci del distretto di Giarre si registra solo lo stato di “allerta” della rete di associazioni del territorio, pronta a mobilitarsi non solo per la vicenda del 118, ma anche sulla programmata attivazione della Casa di comunità, allestita nel vecchio sanatorio di viale Don Minzoni, che sarà inaugurata a breve.