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il rapporto

Emergenza abitativa in Sicilia: casa irraggiungibile per famiglie a reddito medio, Ance chiede un grande Piano Casa

Affitti e mutui schizzano oltre la soglia di accessibilità per molti nuclei familiari. La proposta tra edilizia pubblica, social housing e incentivi per recuperare gli immobili sfitti

12 Giugno 2026, 08:42

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case-popolari

In Sicilia si aggrava la crisi abitativa: acquistare o prendere in locazione un alloggio è divenuto un traguardo sempre più lontano non solo per i nuclei a basso reddito, che possono soltanto confidare nell’assegnazione di una casa popolare, ma anche per la cosiddetta “fascia grigia” con reddito medio di circa 16.500 euro (secondo quintile) e per il “terzo quintile”, che dispone mediamente di 23.500 euro.

Complice la corsa agli affitti brevi, che spinge verso l’alto i valori del mercato, per queste famiglie la rata del mutuo o il canone richiedono oltre un terzo del reddito, superando la soglia critica dell’indice di accessibilità.

È quanto emerge dall’ultima edizione del rapporto “Scenari edilizi regionali” curato dal Centro studi nazionale dell’Ance, che per l’Isola segnala un forte incremento della spesa necessaria per comprare o affittare, con l’effetto di escludere dal diritto alla casa anche il ceto medio.

La rata del mutuo, che nel 2022 assorbiva il 28% del reddito del secondo quintile, nel 2024 ha oltrepassato il livello di guardia a Palermo (32%) e Catania (31,5%). Sul fronte delle locazioni, l’incidenza del canone sul reddito disponibile tocca il 32,7% a Siracusa, il 31,8% a Palermo, il 30,7% a Catania e il 30,5% a Trapani.

Particolarmente critiche le località turistiche più care, tutte nel Messinese: record a Santa Marina Salina (77,2%), seguita da Malfa (72,5%), Leni (65,3%), Taormina (62,3%), Giardini Naxos (52,5%), Lipari (51,5%), Castelmola (49,6%), Letojanni (47,6%), Oliveri (41,2%) e Capo d’Orlando (39,9%).

Secondo Salvo Russo, presidente regionale di Ance Sicilia, “questi dati evidenziano ancora di più l’urgenza di varare un grande Piano Casa per la Sicilia che renda disponibili alloggi accessibili e a prezzi calmierati ai nuclei fragili e disagiati, ma anche alle giovane coppie e alle famiglie con reddito medio che cominciano a incontrare difficoltà nell’ottenere un mutuo o nel trovare un affitto sostenibile. Un Piano – sottolinea Russo – che investa massicciamente sull’edilizia residenziale pubblica, sulla ristrutturazione ed efficienza energetica di edifici esistenti, sull’housing sociale e sulla rigenerazione urbana e che incentivi anche i proprietari privati a manutenere gli immobili sfitti a condizione di applicare poi canoni agevolati”.

Per Russo, dopo la fine del “Pnrr” e dei bonus edilizi, gli investimenti pubblici sull’edilizia residenzialepossano essere una buona alternativa per dare continuità alla spinta alla produttività e all’occupazione nel comparto edile, che nel 2025 ha inciso sul Pil regionale per il 13,7% in termini di investimenti e per il 7,5% in termini di occupazione complessiva”.

Il presidente di Ance Sicilia giudica “un inizio promettente il Piano Casa del governo nazionale che stanzia per tutta Italia 7,4 miliardi fino al 2034, che con l’aggiunta di fondi Ue e nazionali per il social housing possono arrivare a 10 miliardi, nonché 1,2 miliardi dalla rimodulazione del ‘Pnrr’ appena definita (è la ‘quarta gamba’ del Piano Casa). Apprezziamo moltissimo – sottolinea ancora Russo – la decisione del governo regionale di rimodulare 259 milioni di fondi europei per integrare il Piano Casa nazionale, unitamente ai 15 milioni in tre anni stanziati dalla legge di Stabilità regionale 2026-2028 per incentivare le famiglie a eseguire le ristrutturazioni (è la ‘quinta gamba’ del Piano Casa)”.

Questa è la strada giusta – conclude Salvo Russo – ma si tratta di risorse che, sia pure significative, sono purtroppo insufficienti. Auspichiamo, quindi, che il governo nazionale e l’Esecutivo Schifani aggiungano risorse adeguate all’obiettivo sociale di un mercato casa alla portata di tutti e di un diritto all’abitare che non sia più negato a nessuno”.