Circoscrizione Tiche
«Se non mi fai subito la carta d'identità, ti prendo a botte»: dipendente in ospedale, sindacati chiedono interventi sulla sicurezza
Aggressione in circoscrizione Tiche: dipendente minacciata e portata in ospedale, sindacati chiedono incontro urgente per più sicurezza e personale mentre gli uffici sono allo stremo
"Se non mi fai subito la carta d'identità, ti prendo a botte". È questo il senso delle minacce rivolte da un utente infuriato a una dipendente comunale in servizio alla circoscrizione Tiche. Per lei, sola in ufficio, lo choc per la furia dell'uomo è stato così forte da aver reso necessario il trasporto in ambulanza in ospedale.
Mentre le richieste di carta d'identità elettronica si susseguono - secondo fonti interne - al ritmo di una ogni 15 minuti, in vista della scadenza del 6 agosto, il personale delle circoscrizioni langue per numero, sobbarcandosi una mole di lavoro mastodontica, spesso con soli due operatori quando non uno, a volte senza nemmeno il tempo di recarsi in bagno, come alcuni di loro confidano.
Per il segretario generale della Cgil, Franco Nardi e per il segretario della Funzione Pubblica, Jose Sudano, quanto accaduto «non può essere archiviato come un episodio isolato», ma si inserisce in un quadro sempre più allarmante di aggressioni e minacce ai danni dei lavoratori pubblici nello svolgimento delle proprie mansioni.
I due dirigenti sindacali esprimono «profonda preoccupazione e indignazione» per l'aggressione subita dalla dipendente e chiedono al sindaco Francesco Italia un incontro urgente per definire un piano straordinario di interventi sulla sicurezza del personale comunale e sul rafforzamento dei presidi negli uffici più esposti al pubblico. Sottolineano soprattutto la necessità di evitare situazioni di isolamento operativo e di non lasciare soli i dipendenti davanti a un'utenza sempre più aggressiva ed esasperata.
Non solo: Nardi e Sudano richiamano la questione dei lavoratori part-time involontari del Comune, con la richiesta di un incremento delle ore come misura non più rinviabile. Più personale negli uffici significherebbe maggiore sicurezza e migliore qualità dei servizi.
Alda Altamore, segretaria generale Fp Uil, ricorda che il personale dei consigli di quartiere è stato drasticamente ridotto, più di quanto si pensi, e i presidi sono stati ridotti a tre più Cassibile e Belvedere. Si sono inventati il camper che gira e raggiunge sul posto i cittadini, ma il personale resta sempre lo stesso.
Nonostante il buon lavoro fatto dall'Ufficio prevenzione e protezione, «quel che manca al Comune è la cultura della sicurezza», e parlo di sindaco e Giunta. Al di là della formazione obbligatoria, non c'è nulla: non ci sono soldi per la sicurezza. Lasciare da soli gli operatori, come mi risulta sia stato fatto in alcune circoscrizioni, è molto grave. Se in un ufficio non c'è sicurezza, si chiude.
Diversi dipendenti delle altre circoscrizioni intanto confermano il clima di forte paura e la sensazione di non essere sufficientemente protetti durante le ore di lavoro, e che l'aggressività di alcuni utenti a volte travalica le offese per trasformarsi in vere e proprie minacce di “farsi trovare fuori dopo il lavoro per regolare i conti con le mani”.