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il caso

Il cortocircuito regionale e l'emergenza rifiuti: 40 comuni dirottati su Bellolampo e Sicula Trasporti

Una manutenzione non comunicata per tempo a Palermo, la corsa ai ripari mentre c'è un fascicolo aperto dall'antimafia

12 Giugno 2026, 11:43

12:27

Il cortocircuito regionale per l'emergenza rifiuti: 40 comuni dirottati su Bellolampo e Sicula Trasporti

La chiusura per manutenzione dell'impianto Tmb presente alla discarica Timpazzo di Gela ha creato un cortocircuito a livello regionale con il dipartimento dei rifiuti che ha dovuto firmare un decreto urgente per evitare che la spazzatura invada 40 comuni presenti negli ambiti di Caltanissetta nord, Catania sud, Catania nord e Agrigento est e ovest.

Per comprendere cosa sia accaduto basta leggere con attenzione il decreto in cui si evince che da oggi fino al prossimo 19 giugno il Tmb della discarica comprensoriale di Gela è fermo per manutenzione e che il conferimento viene garantito solo ai comuni soci appartenenti alla Srr Caltanissetta Provincia Sud.

Viene evidenziato anche che «si è appreso soltanto in data odierna e senza alcun preavviso dell’imminente chiusura dell’impianto di cui sopra, al fine di scongiurare ogni disservizio e rischi di carattere igienicosanitario, si è proceduto tempestivamente per la risoluzione della problematica».

La Regione è corsa ai ripari, ha spostato i conferimenti per 90 tonnellate alla Sicula Trasporti a Lentini e altre 48 tonnellate alla discarica di Bellolampo di Palermo. Una emergenza rifiuti inaspettata e non programmata. Un fuoriprogramma da far saltare i nervi in un momento nevralgico durante il quale l'isola dovrebbe essere pronta ad accogliere i turisti.

Alla Sicula Trasporti conferiranno: Acquaviva Platani, Adrano, Bompensiere, Caltagirone, Caltanissetta, Campofranco, Castel di Judica, Grammichele, Licodia Eubea, Marianopoli, Mazzarrone, Milena, Militello Val di Catania, Mineo, Mirabella Imbaccari, Montedoro, Mussomeli, Palagonia, Raddusa, Ramacca, Randazzo, Resuttano, San Cataldo, San Cono, San Michele di Ganzaria, Santa Caterina Villarmosa, Scordia, Serradifalco, Sutera, Vallelunga, Villalba e Vizzini. 

A Bellolampo dirottati i rifiuti di Campobello di Licata, Canicattì, Licata, Menfi, Montevago, Palma di Montechiaro, Sambuca di Sicilia e Santa Margherita Belice. 

Tutto questo si registra mentre il direttore generale del Dipartimento Energia della Regione dott. Vallone si è recato a Gela per affrontare il nuovo caso bollente che da Gela ha effetti in altre zone della Sicilia. Dopo quello giudiziario, con l'inchiesta della Dda di Caltanissetta che ha chiesto al Gip misure cautelari per l'amministratore unico di Impianti Srr Giovanna Picone e i suoi più stretti collaboratori (sono accusati di traffico illecito di rifiuti) e il sequestro della stessa società, è arrivata la decisione della manutenzione straordinaria del Tmb.

Un fulmine a ciel sereno per il Comune di Gela, proprietario dell’area della discarica e maggiore azionista della Srr 4. Il sindaco Terenziano Di Stefano non ne sapeva nulla. Né Impianti, né il cda della Srr ne hanno fatto parola con lui. La notizia dello stop a Timpazzo è trapelata da una comunicazione ai cittadini di Caltanissetta (che è un Comune della Srr 4) della società che gestisce il servizio a non esporre il residuo secco per la comunicazione di Impianti della discarica chiusa. «Si aspettano comunicazioni dalla Regione», è stato scritto ai cittadini. Di Stefano è stato poi informato dal direttore del Dipartimento. Una decisione che non è stata presa bene neanche a Palermo per i disagi che creerà in mezza Sicilia.

Mentre l'ing. Picone fa sapere che si tratta di tre giorni di manutenzioni (realmente è una settimana e la Regione nel decreto lo scrive a chiare lettere) il sindaco Di Stefano ribatte che «le manutenzioni vanno programmate e i Comuni vanno coinvolti ed informati». Questo, almeno nel caso di Gela non è avvenuto.

I rifiuti diventano ora anche un caso politico. Il sindaco di Gela ha contattato gli altri sindaci dopo che ha parlato al telefono con il direttore generale dell’Energia. Ha il dente avvelenato con i tre colleghi del cda della Srr, i sindaci di Delia, Riesi e Sommatino, con cui i rapporti di recente non sono stati già idilliaci soprattutto dopo che hanno disertato un incontro da lui chiesto per confrontarsi sulla vicenda giudiziaria. Ora questa situazione incandescente.