Grammichele
Santuario Madonna del Piano, rubati arredi sacri
Recrudescenza della microcriminalità, colpiti un negozio di elettrodomestici e il Santuario della Madonna del Piano; furto sacrilego scatena sdegno e solidarietà dei fedeli
Nonostante il costante controllo del territorio da parte delle forze dell'ordine, Grammichele si trova a fare i conti con una preoccupante recrudescenza della microcriminalità. Nel mirino dei malviventi è finito prima un negozio di elettrodomestici, dove i ladri sono riusciti a eludere i sistemi di videosorveglianza portando via smartphone e altri dispositivi elettronici per un valore di decine di migliaia di euro.
Poco dopo, l'attenzione dei criminali si è spostata sul Santuario della Madonna del Piano, provocando profondo sdegno nella comunità per un furto sacrilego. Sfruttando un ponteggio, i ladri hanno forzato gli ingressi ignorando allarmi e telecamere. Il bottino è composto da quattro calici, sei pissidi e un ostensorio: oggetti privi di un reale valore economico ma dal profondo significato spirituale, poiché donati dai fedeli. Il rettore, don Salvo Luca, ha sporto denuncia precisando che i ladri non sono fortunatamente riusciti ad accedere alla chiesa principale.
Il furto ha scosso i volontari mariani e l'intera comunità, legatissima a questo tempio: il Santuario è infatti l'unica struttura sopravvissuta al disastroso terremoto del 1693 che distrusse l'antico abitato di Occhiolà. Mentre si provvedeva a riparare i danni e a progettare l'installazione di porte blindate, è scattata la solidarietà dei devoti. Come riferito da monsignor Michele Pennisi, arcivescovo emerito di Monreale, sono già stati donati nuovi calici per sostituire quelli rubati.