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Sentenza

Femminicidio a Troina, condannato all'ergastolo l'ex marito di Mariella Marino

Riconosciute dalla Corte d'Assise di Caltanissetta, premeditazione, stalking e altre aggravanti; Telefono Rosa Sicilia si costituisce parte civile e chiede maggiori tutele per le donne

12 Giugno 2026, 18:12

19:45

Femminicidio a Troina, condannato all'ergastolo l'ex marito di Mariella Marino

Tre ore di attesa, oggi, in Corte d’Assise a Caltanissetta per la sentenza che condanna all’ergastolo Silvestro Impellizzeri, imprenditore agricolo, che il 20 luglio del 2023 uccise in pieno giorno in via Sollima a Troina la moglie Mariella Marino di 56 anni. Nel dispositivo di sentenza, è stato disposto l’isolamento diurno per 3 mesi e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Prevista anche la condanna a pagare una provvisionale immediatamente esecutiva di 200.000 euro per i 3 figli e di 200.000 ciascuno per i familiari costituiti in giudizio. Disposto anche un risarcimento danni da liquidarsi in sede civile per i figli e familiari della vittima. Riconosciuto anche il danno in favore del Comune di Troina e dell’ Associazione Telefono Rosa costituiti parte civile. La Corte presieduta da Alberto Davico con a latere Emanuele Damante, ha accolto la richiesta di ergastolo per l’imputato, accusato di omicidio volontario pluriaggravato, avanzata dal pubblico ministero Francesca Baldi, lo scorso febbraio. Nella tesi d’accusa, le contestazioni di premeditazione, perché l’ex moglie, dalla quale aveva avuto tre figli (tutti maggiorenni al momento dei fatti) avrebbe detto basta ai maltrattamenti subiti, denunciandolo e lasciandolo. Le altre aggravanti contestate sono state quelle dell’aver commesso il fatto ai danni della coniuge da cui era legalmente separato e che era stata anche vittima di stalking. Mariella Marino, quella mattina stava facendo la spesa. Erano le 9 e 30 ed era in via Sollima, nel centrale rione di San Basilio a Troina e stava uscendo da un mercatino. In quel frangente, l’ex marito l’avrebbe prima minacciata con una pistola e poi inseguita, facendo scattare un disperato quanto purtroppo vano tentativo di fuga da parte della donna che aveva cercato rifugio in una casa limitrofa a pian terreno. La donna per la ricostruzione dei fatti sarebbe stata colpita almeno tre volte proprio quando era riuscita a raggiungere la soglia dell'abitazione. Ad esserle fatali le ferite riportate all’addome.

«La condanna all'ergastolo pronunciata oggi rappresenta un atto di giustizia necessario, che accoglie e riconosce la gravità inaudita di un crimine che ha strappato via la vita di Mariella Marino. Come Telefono Rosa Sicilia, abbiamo scelto fin dall'inizio di non lasciare sola la memoria della vittima e la sua famiglia, costituendoci parte civile in questo processo per dare un segnale forte, concreto e istituzionale», afferma Antonella Caltabiano di Telefono Rosa Sicilia. «Questa sentenza non potrà restituire Mariella ai suoi affetti, né cancellare il dolore della comunità di Troina, ma riafferma con fermezza il principio di responsabilità. Resta, purtroppo, l'amarezza profonda per un delitto consumato nonostante le ripetute denunce e un precedente patteggiamento per atti persecutori: una realtà che dimostra quanto la strada per l'abbattimento di una cultura del possesso e della violenza sia ancora lunga e complessa. Ogni femminicidio costituisce una ferita insanabile che interroga l'efficacia dei sistemi di protezione delle donne. La magistratura ha fatto il suo corso applicando la legge, ma il nostro compito non si esaurisce nelle aule di giustizia. Continueremo a lottare ogni giorno sul territorio, nelle scuole e nelle istituzioni per la prevenzione, il sostegno e la tutela delle donne. Dedichiamo questa giornata a Mariella e al coraggio dei suoi figli, con la promessa di non abbassare mai la guardia nella battaglia contro la violenza di genere».