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L'inchiesta

Il nome di Pandetta nelle chat dei trafficanti: cosa emerge dall’inchiesta della Guardia di Finanza

Le intercettazioni, i contatti e la droga: sarebbe stato una delle figure cruciali nel traffico di droga tra Sicilia e Malta. Il legale smentisce

12 Giugno 2026, 19:55

20:47

Il nome di Pandetta nelle chat dei trafficanti: cosa emerge dall’inchiesta della Guardia di Finanza

Altro che fuori dalle dinamiche criminali. Parole gettate al vento. Vincenzo Pandetta, il cantante trap catanese conosciuto come Niko, è nuovamente al centro di un’inchiesta. Secondo le indagini del Gico della Guardia di Finanza il nipote di Turi Cappello sarebbe stato una delle figure cruciali nel traffico di droga tra Sicilia e Malta con collegamenti in Calabria. Attività illecita che avrebbe compiuto per agevolare il clan Cappello-Bonaccorsi. Pandetta è intercettato in maniera indiretta dagli investigatori catanesi. Tutto comincia con una videochiamata fra Ninuzzo Vasta, uomo ponte del traffico internazionale, e l’artista che era finito in carcere nel 2022 per scontare una condanna definitiva per spaccio. «Vasta si incontra con tale Ciccio Montalto e gli dice che l'ha chiamato Niko e gli ha detto di chiamarlo non appena fosse stato in loro compagnia», si legge nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Nelle intercettazioni citate nelle carte della finanza ci sono anche i commenti ai guai giudiziari di Pandetta. Le videochiamate infatti sono effettuate mentre il trapper è detenuto. Infatti a Vasta racconta chi è il suo compagno di cella: «Sono con un Siracusano che loro lo conoscono ... e si mette a disposizione ... mi tiene questo ... si mette a disposizione... è un mostro di ragazzo ... come esco gli apro un'attività di cartongesso ... faceva il cartongesso ...(inc.le)... ha preso sette anni ...(nc.le)... è da tre anni che è qua».

La gip di Catania è chiara: «I primi elementi in merito al contributo apportato da Pandetta al traffico di droga gestito da Vasta si rilevano con riferimento ad un canale campano di fornitura di stupefacenti, attivo nel periodo tra novembre 2022 e febbraio 2023. Il referente era tale Sandra, donna non identificata con accento napoletano e cadenza sud americana; dalle intercettazioni si comprendeva che il contatto era stato fornito a Vasta proprio da Pandetta».

Il legale

«Lunedì nel corso dell’interrogatorio di garanzia in video collegamento dal carcere di Prato dimostreremo l’estraneità ai fatti del mio assistito». Così l’avvocato Riccardo Floris del foro di Cagliari che difende Vincenzo “Niko” Pandetta. «È il nipote di Turi Cappello ma non è mai stato un affiliato dell’omonimo clan se non su supposizioni investigative. Viene chiamato in causa da un pentito che non ha mai conosciuto», conclude il legale che sarà presente all’interrogatorio.