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Augusta

Nuova discarica di scorie e ceneri a ridosso del Polo. C’è il “Via” libera: Sasol e ambientalisti contrari

La Regione autorizza l'impianto. Rischi industriali e legami societari sotto indagine

13 Giugno 2026, 09:33

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Nuova discarica di scorie e ceneri a ridosso del Polo. C’è il “Via” libera

Se qualcuno avesse avuto bisogno di una prova del fatto che non è vero che le aziende della petrolchimica sono onnipotenti nel polo della provincia di Siracusa, adesso ce l’ha: la Regione Siciliana ha concesso la Valutazione di incidenza ambientale positiva alla Log Service, la società che vuole realizzare una discarica di rifiuti speciali pericolosi in contrada Marcellino, nel territorio del Comune di Augusta, al servizio dell’inceneritore della Gespi. E questo nonostante ad avere perplessità sulla nuova discarica fosse l’azienda più vicina, il colosso sudafricano della petrolchimica Sasol che, in uno slancio ambientalista, aveva avanzato obiezioni simili a quelle di associazioni come Legambiente e Natura Sicula.

Negli scorsi giorni, l’assessorato regionale all’ambiente ha decretato la compatibilità ambientale positiva del progetto della società megarese. L’azienda, nel 2022, aveva presentato i documenti per una «discarica a fossa per rifiuti speciali pericolosi» con capacità complessiva di 150mila metri cubi di rifiuti abbancabili. Dentro dovrebbero finirci le scorie dell’«impianto di termodistruzione» della Gespi (stesso gruppo di Log Service): l’inceneritore si trova a Punta Cugno, sempre ad Augusta, e brucia i «rifiuti provenienti da stabilimenti produttivi di ambito petrolifero, chimico-farmaceutico e sanitario». Una volta passati dall’incenerimento, le scorie - pesanti o leggere - da qualche parte devono essere messe. E, al momento, considerando che per lo più vengono spedite all’estero (soprattutto in Germania) o in altre regioni, sono un costo che va tenuto in considerazione. «Annualmente i metri cubi di rifiuti prodotti ammonteranno a circa 11.100 metri cubi - scrive la società - La realizzazione di tale nuova discarica di circa 150mila metri cubi garantirà per circa 14 anni l’abbancamento dei rifiuti di scarto prodotti dallo stabilimento della Gespi».

Il procedimento amministrativo va avanti, si fa la conferenza dei servizi, si acquisiscono i pareri di tutte le istituzioni coinvolte. Il sindaco di Augusta, il neorieletto Giuseppe Di Mare, chiede rassicurazioni circa il fatto che la discarica accoglierà solo gli scarti dell’incenerimento della Gespi, non di altri impianti. La società gliele dà. Anche se, di fatto, l’autorizzazione ambientale non può impedire ai privati di accogliere anche altre eventuali scorie, se compatibili con le caratteristiche dell’impianto. L’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, fa rilevare che «quale alternativa di progetto rispetto alla realizzazione di una discarica, sarebbe stato opportuno valutare la possibilità di ricorrere a un’operazione di recupero [...] Tale alternativa non è stata presa in considerazione dal proponente, laddove occorre considerare come proprio nel procedimento di Valutazione di impatto ambientale (Via), un passaggio fondamentale sia rappresentato dalla valutazione concreta dell’alternativa zero e delle alternative progettuali e di localizzazione». Fatta la premessa, per l’Agenzia regionale il parere è favorevole. Le uniche perplessità, quando non esplicite obiezioni, arrivano dalle associazioni ambientaliste del territorio e dall’azienda petrolchimica Sasol. Quest’ultima, peraltro, fa rilevare di avere proprio vicino al perimetro, e quindi nei pressi della futura discarica, dei serbatoi di kerosene che, in caso di incendi in discarica, sarebbero a rischio, con conseguenze che «sarebbero enormemente gravi». La Regione, nella Via, non ignora il problema del polo petrolchimico e delle aziende vicine. Poiché Sasol e la raffineria Sonatrach sono «stabilimenti a rischio di incidente rilevante», Log Service «dovrà comunicare ai gestori di tali stabilimenti le informazioni (aree di danno e frequenza di accadimento) inerenti agli scenari incidentali credibili».

Con la Via positiva, adesso Log Service può proseguire con la progettazione esecutiva. Come detto, Log Service e Gespi sono parte della stessa grande famiglia e condividono se non l’intera proprietà quantomeno i vertici aziendali. I fratelli Giuseppe e Giovanni (Gianluca) Amara, eredi del fondatore Santo Amara, sono sia nella dirigenza della Gespi sia fra i soci di Log Service, e al mondo dei rifiuti, croce e delizia, hanno legato il loro nome. Entrambi sono coinvolti nel processo «Piramidi», scaturito dall’omonima operazione della Dda di Catania su un presunto traffico illecito di rifiuti legato a Cosa Nostra etnea. In quel contesto è stata sottoposta a sequestro la Cisma di Melilli (che rimane ancora sequestrata). I due fratelli sono accusati di traffico illecito dell’immondizia: rinviati a giudizio nel 2017, la prima udienza del processo di primo grado si è svolta il 10 gennaio 2018. Ancora, otto anni e mezzo dopo, in aula si è ancora nella fase dell’istruttoria dibattimentale. La prossima udienza è fissata per luglio, poi un’altra per ottobre e una ancora per dicembre. Ma non c’è ottimismo circa il fatto che la sentenza possa arrivare prima del 2028. «Confidiamo che si arriverà a un verdetto di non colpevolezza», afferma l’avvocato degli Amara, Salvatore Terrone.