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la sentenza

Licata, il TAR stoppa il Comune: il chiosco "Dolce Vita" non si tocca (per ora)

L'Ente voleva abbattere la struttura per non perdere un finanziamento regionale in scadenza a dicembre 2026. Il Tribunale attribuisce i ritardi all'amministrazione: la consegna del cantiere è slittata da gennaio a maggio, penalizzando ingiustamente i privati

13 Giugno 2026, 10:09

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Il Comune di Licata non può demolire il chiosco "Dolce Vita" situato in piazza Attilio Regolo. Lo ha stabilito in modo perentorio il TAR Sicilia che, con un' ordinanza depositata l'11 giugno 2026, ha respinto il tentativo dell'amministrazione comunale di revocare la tutela cautelare già precedentemente concessa alla struttura. Il duro braccio di ferro legale tra il municipio e la società Bulone s.r.l.s., titolare della concessione dell'attività, si deciderà nel merito il prossimo 7 luglio 2026.

La vicenda affonda le radici nel piano di riqualificazione urbana della piazza promosso dal Comune di Licata, il quale aveva chiesto con insistenza di poter procedere all'immediata rimozione del chiosco. L'urgenza dell'amministrazione guidata dal municipio era dettata dal rischio concreto di perdere un cospicuo finanziamento regionale: le linee guida del fondo impongono infatti che i lavori di restyling vengano completati tassativamente entro il 31 dicembre 2026.

Tuttavia, i giudici del tribunale amministrativo non hanno condiviso gli assunti e le pressioni dell'ente pubblico, accogliendo in pieno le tesi difensive presentate dai legali della società privata, gli avvocati Girolamo Rubino, Massimiliano Valenza e Gaspare Tesè. Nel motivare il provvedimento, il TAR ha evidenziato come l'urgenza dell'ultimo minuto invocata dall'ente pubblico dipendesse, in realtà, dalla condotta negligente e dai ritardi dello stesso Comune.

I documenti parlano chiaro: secondo il cronoprogramma originario, i lavori di riqualificazione sarebbero dovuti partire a gennaio 2026. La consegna d'urgenza al cantiere è avvenuta invece soltanto il 13 maggio 2026. Un ritardo di cinque mesi, interamente imputabile all'amministrazione comunale, che secondo i giudici non può tradursi nel sacrificio immediato dei diritti di un'attività privata. Il TAR ha inoltre rilevato come il Comune non sia stato in grado di dimostrare l'impossibilità tecnica di posticipare la sola demolizione del chiosco, permettendo così al resto del cantiere di avanzare senza subire blocchi.

Per effetto di questa significativa decisione giudiziaria, il chiosco "Dolce Vita" resterà esattamente dove si trova e non potrà essere abbattuto, salvando la stagione estiva e il lavoro dei titolari. La parola definitiva spetta adesso all'udienza pubblica del 7 luglio 2026, quando il TAR si pronuncerà ufficialmente sulla legittimità della revoca della concessione.