Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
13 giugno 2026 - Aggiornato alle 19:59
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

blitz dei carabinieri

Canicattì, acqua contaminata nei campi: scatta il sequestro di un pozzo abusivo destinato alle autobotti

Le analisi dell'ASP di Agrigento confermano la presenza di coliformi. Bloccato un potenziale rischio per la salute dei cittadini.

13 Giugno 2026, 10:55

11:00

Canicattì, acqua contaminata nei campi: scatta il sequestro di un pozzo abusivo destinato alle autobotti

Un pozzo utilizzato per il prelievo illegale di acqua, cisterne totalmente prive di autorizzazioni e, quel che è più grave, una risorsa idrica contaminata da batteri e pericolosa per la salute pubblica. È questo il bilancio di un’operazione condotta dai Carabinieri della Compagnia di Canicattì, nell’ambito di mirati servizi di controllo del territorio disposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Agrigento. I militari dell'Arma hanno individuato un terreno agricolo al cui interno era nascosta l'infrastruttura abusiva, utilizzata per il prelievo di acqua successivamente destinata alla distribuzione e alla commercializzazione mediante autobotti.

Nel corso degli accertamenti e delle ispezioni sul posto, è emerso che il liquido veniva regolarmente caricato su autocisterne sprovviste delle necessarie autorizzazioni sanitarie e amministrative previste dalla legge per le attività di accumulo, trasporto, distribuzione e vendita della risorsa idrica. Per queste palesi violazioni, i militari hanno immediatamente elevato pesanti sanzioni amministrative nei confronti dei soggetti interessati, notificando contestualmente una formale diffida alla cessazione immediata di ogni attività di autotrasporto dell'acqua.

La gravità dello scenario ha richiesto l'intervento urgente del personale tecnico del Dipartimento di Prevenzione dell’A.S.P. di Agrigento, che ha proceduto a effettuare campionamenti mirati sia all’interno del pozzo sia nelle autobotti bloccate durante il controllo. Le successive e accurate analisi di laboratorio hanno confermato i timori degli investigatori, evidenziando una massiccia presenza di batteri coliformi. Una contaminazione che ha fatto scattare l’immediato giudizio di non potabilità dell’acqua, configurando un potenziale e gravissimo rischio per la salute dei cittadini che avrebbero potuto farne uso.

All’esito degli accertamenti e della raccolta delle prove, i soggetti ritenuti responsabili della gestione del business illegale sono stati deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Agrigento. Per impedire la prosecuzione dell’attività illecita e tutelare l'incolumità pubblica, i Carabinieri hanno sottoposto a sequestro giudiziario sia il terreno agricolo sia il pozzo contaminato. L’operazione si inserisce in una più vasta e serrata campagna di controlli disposta nel settore della distribuzione delle risorse idriche nell'Agrigentino, mirata a verificare il rispetto delle normative vigenti e a sradicare mercati paralleli potenzialmente letali per la popolazione.