fronte comune
Crisi idrica ad Agrigento, appello disperato a Schifani: "La Regione intervenga prima dell'estate"
Chiesto un incontro urgente entro mercoledì. I sindaci rifiutano la gestione "mese per mese" e pretendono soluzioni definitive
Una provincia sospesa tra la sete e l'inizio della stagione estiva, con i sindaci pronti a dare battaglia per difendere il diritto all'approvvigionamento idrico. Il presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, Giuseppe Pendolino, è tornato a lanciare un durissimo allarme sull'emergenza idrica che continua a gravare pesantemente sull'intero territorio provinciale. Facendosi portavoce ufficiale di tutti i primi cittadini dei comuni agrigentini, Pendolino ha chiesto un intervento immediato e strutturale da parte della Regione Siciliana per garantire continuità e certezze alle reti idriche locali.
La preoccupazione è legata soprattutto all'imminente avvio dei flussi vacanzieri. «Siamo alle porte della stagione turistica – ha dichiarato apertamente Pendolino – e tra poche settimane migliaia di turisti e di nostri concittadini emigrati verranno a trascorrere le vacanze con le proprie famiglie. Non possiamo permettere che l'intera provincia di Agrigento, dalla fascia costiera alle aree interne, si presenti a questo appuntamento con una situazione di assoluta precarietà sul fronte dell'acqua».
Il nodo della contesa ruota attorno alle decisioni dei fornitori sovramunicipali. Il presidente dell'ex Provincia ha evidenziato come l'aumento della portata idrica concesso da Siciliacque ad AICA sia stato confermato con il contagocce, ovvero soltanto per il mese di giugno. La società ha infatti autorizzato un incremento temporaneo di appena 60 litri al secondo, rinviando ogni decisione successiva alla definizione di complessi accordi finanziari strutturali. Una programmazione a breve termine che le istituzioni locali giudicano inaccettabile: «Prendiamo atto dello sforzo compiuto per giugno, ma non possiamo accettare che il futuro della nostra provincia venga programmato di mese in mese. I cittadini, i sindaci, gli operatori economici e turistici hanno bisogno di certezze».
A rendere la situazione ancora più paradossale e incomprensibile, secondo Pendolino, è lo stato attuale delle riserve idriche dell'isola. Il presidente ha infatti rimarcato il contrasto tra i proclami di razionamento e lo stato dei depositi naturali: «I nostri cittadini non comprendono come sia possibile continuare a parlare di riduzione delle portate mentre gli invasi registrano livelli ben diversi e decisamente migliori rispetto a quelli dello scorso anno. Non è più tollerabile che un territorio già duramente provato da mesi di emergenza debba continuare a vivere nell'incertezza e nel timore di nuove restrizioni».
Per questo motivo, interpretando l'esasperazione dei territori, la presidenza del Libero Consorzio ha rivolto un appello accorato al presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, all'assessorato regionale dell'Energia e dei Servizi di pubblica utilità e al Dipartimento regionale dell'acqua e dei rifiuti. La richiesta è chiara: un tavolo tecnico d'urgenza da convocare entro mercoledì prossimo per blindare la stagione calda. «Non stiamo difendendo soltanto un servizio essenziale, ma il diritto delle nostre comunità a vivere, lavorare e accogliere dignitosamente chi sceglie di visitare o ritornare nella nostra terra. La provincia di Agrigento non può essere lasciata sola», ha concluso Pendolino, paventando il rischio di pesanti conseguenze d'ordine sociale ed economico.