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Giarre

Chiusura convento dei Cappuccini «Lo smantellamento è irrevocabile»

Inutili la mediazione del sindaco Cantarella al tavolo tecnico e la petizione popolare

14 Giugno 2026, 07:00

Chiusura convento dei Cappuccini «Lo smantellamento è irrevocabile»

Una decisione che appare ormai irrevocabile e che rischia di privare la comunità giarrese di uno dei suoi più antichi e radicati punti di riferimento spirituali e sociali. Il destino del Convento dei Frati Minori Cappuccini di Giarre, dopo 100 ani di storia, sembra essere ormai segnato, con margini di trattativa ridotti quasi allo zero. Nel salone parrocchiale della chiesa del Carmine il ministro provinciale dei frati minori Cappuccini di Sicilia, fra Salvatore Zagone, ha incontrato una folta delegazione tra istituzioni comunali e parrocchiali, in testa il sindaco Leo Cantarella con gli assessori Antonella Santonoceto e Giuseppe Cavallaro.

Al centro del confronto sollecitato dal primo cittadino giarrese il paventato smantellamento dello storico convento di via Madonna Santissima del Carmelo che, è stato rimarcato da più parti, non è solo un edificio religioso, ma un fulcro di attività caritatevoli e di aggregazione. La partenza del parroco fra Emanuele Artale e dei suoi due anziani confratelli, data ormai per imminente, lascerebbe un vuoto difficile da colmare. Nelle scorse settimane è stata anche promossa una petizione che ha visto la partecipazione straordinaria dell’intera comunità. L'esito del tavolo tuttavia ha gelato le aspettative: le determinazioni interne all'ordine religioso sarebbero già state assunte a livelli superiori e la macchina della dismissione sarebbe già ampiamente avviata. I margini di manovra per scongiurare la cessazione delle attività e mantenere il presidio dei frati in città sono ridotti al lumicino.

In questo senso il sindaco Cantarella ha tentato la mediazione, puntando a un rinvio della chiusura. Il ministro dei frati minori Cappuccini di Sicilia, Zagone, ha ribadito che dietro la dolorosa scelta del provinciale si stagliano le motivazioni che ormai da anni colpiscono gli ordini religiosi: una forte e costante crisi delle vocazioni che impedisce il ricambio generazionale, l'inevitabile calo numerico dei religiosi attivi sul territorio e la conseguente necessità di accorpare le comunità rimaste per razionalizzare le forze e garantire la sopravvivenza dei nuclei principali. «Non sarà un addio traumatico o improvviso, ma un passaggio di consegne meditato e progressivo. Faremo un accompagnamento nella gradualità prima di consegnare il convento alla diocesi di Acireale».