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Blitz “Abisso”

La call del trafficante di droga con Pandetta dopo aver perso due tonnellate di cocaina

Il narcos depresso: «Avrei guadagnato 30 milioni di euro». Il cantante trap: «Statti calmo»

13 Giugno 2026, 22:11

La call del trafficante di droga con Pandetta dopo aver perso due tonnellate di cocaina

I Cappello tre anni fa avrebbero potuto guadagnare trenta milioni di euro con uno sforzo minimo. La missione - sollecitata dal calabrese Antonio Scarfò - era quella di recuperare 2 tonnellate di cocaina purissima lasciata in mare, al largo dalle coste Catanesi. La “nave madre” aveva lasciato il carico con dei galleggianti luminosi in modo da poter essere localizzato. A marzo 2023 è partita una vera e propria caccia al tesoro da Siracusa fino a Taormina, passando da Capo Mulini, Aci Trezza e Ognina. I protagonisti sono i cappelloti finiti in manette venerdì nell’ambito del blitz “Abisso” del Gico della guardia di finanza. Il più attivo è Ninuzzo Vasta (più un avvicinato del clan catanese che un affiliato) che dialoga con personaggi storici dei Cappello, come Orazio Finocchiaro e Agatino Litrico. Vasta è disposto a pagare anche profumatamente l’aiuto nelle ricerche in mare («Una bella ricompensa, un milione») ma nemmeno il coinvolgimento di marinai riesce a far centrare l’obiettivo. Alla fine i primi ad arrivare al carico sono stati i finanzieri.

Vasta si è letteralmente mangiato le mani per non essere riuscito a recuperare la cocaina. «Peppe ... solo a me... sulla tomba di mia mamma ...quanto voglio bene a te ... sulla tomba di tuo fratello... mi sarei mangiato la vita ... ti avrei fatto arricchire anche a te ... io per questo ho pianto ..(inc.le)... trenta milioni di euro avrei guadagnato ... per questo piango ... non mi interessano le persone ... io è un mese che piango!... solo il Signore sa cosa ho dentro!»

Vasta ha deciso di sfogarsi con Niko Pandetta che aveva conosciuto pochi giorni prima che il cantante trap venisse arrestato a Milano. Vasta racconta al nipote di Turi Cappello di essere depresso. Quest’ultimo, dal carcere, racconta a Ninuzzo Vasta di aver sentito l’avvocato «riguardo al suo affidamento in prova».

La discussione poi si è spostata sugli affari della droga e sul canale napoletano. «Io ora devo partire là ... ora devo partire questa settimana... adesso vediamo», ha spiegato il trafficante al cantante. Pandetta ha risposto alludendo ai contatti con una donna: «Ma io ho parlato con quella (Sandra, ndr) ... mi ha detto che si era messa a disposizione con te... ma è bugiarda ... vero?».

Vasta ha confermato la bugia: «Sì... Niko... tutti napoletani uguali... che spacchio devono fare».

Pandetta poi ha cercato di capire come stessero andando gli affari. Ma per paura di essere intercettati il detenuto ha utilizzato un linguaggio in codice. «A femmine come siamo combinati?», ha quindi domandato. E Vasta è tornato a lagnarsi, con un chiaro riferimento al mancato recupero della cocaina lasciata in balia delle onde: «Bene ... però per adesso non ne ho testa ... Niko ... se c’eri tu ... capirai!... a quest’ora mi ero sistemato bene bene! Avevo sistemato a me ... a tutta la mia famiglia ... a tutta la tua famiglia ... all'altra famiglia ... quattro famiglie potevo sistemare! Cinque famiglie». Pandetta ha provato a farlo ragionare: «Statti calmo... le cose si sistemano ... vita... si sistemano».

Vasta: «Sono ottimista ... vita ... però... minchia ... ma perché sempre a me le cose storte ... perché?». Il trapper fatalista ha quindi concluso: «Perché è un periodo che è così... vita!». Infatti il peggio doveva ancora arrivare. E cioè le manette. Con il fatto che il cantante dopo appena otto mesi dalla scarcerazione è tornato ad alloggiare dentro la cella di un carcere.