la diatriba
Il cancello sul mare fa registrare un'altra vittima: decapitato l'Arenello
Il Tar valuta il nuovo ricorso e si lavora sulla strada alternativa per raggiungere la spiaggia
Arenello con la testa mozzata e la protesta per il mare negato a Poggio Arena si colora di tinte più fosche. Arenello è il pupazzo creato la settimana scorsa dai residenti della zona balneare impegnati nella lotta per ottenere l'accesso pedonale alla spiaggia usato da più di mezzo secolo e chiuso l'anno scorso dall'imprenditore svizzero che ha acquistato l'area perché rientra nella sua proprietà.
Il pupazzo, ad altezza d'uomo con i suoi pantaloni a quadri su fondo rosso, camicia azzurra e in testa un cappello di paglia, è stato posizionato dai residenti di fronte al cancello chiuso con la bandiera tricolore e sul corpo il cartello «strada negata, protesta annunciata». Ieri l'amara sorpresa: la testa di Arenello è stata mozzata.
Uno scherzo di pessimo gusto o un avvertimento contro una protesta che si sta facendo sempre più dura e pesante e quindi scomoda. I residenti che presidiano la zona non l'hanno certo presa bene: Arenello è la mascotte del loro presidio, il simbolo di una battaglia che sentono di combattere anche per principio, non solo per un accesso al mare. Qualcuno parla apertamente di gesto intimidatorio, altri di un clima che si sta deteriorando attorno a una vicenda che avrebbe potuto essere risolta con il semplice buon senso, mentre cresce la sensazione che la tensione stia superando i confini di una normale controversia amministrativa. C'è chi teme che episodi simili possano ripetersi e chi, invece, invita a mantenere la calma per non offrire pretesti a chi vorrebbe delegittimare la protesta.
Ma andiamo alle ultime tappe della battaglia di Poggio Arena che si trascina da mesi. In questi giorni sono iniziati i lavori di manutenzione per rendere sicura e fruibile una strada alternativa a quella storica che dovranno concludersi entro il 21 giugno. Intanto il Tar di Palermo è tornato a occuparsi del caso perché il comitato il 12 giugno ha presentato motivi aggiunti al ricorso principale (quello mirato a ottenere l' accesso pedonale alla strada storica) chiedendo la sospensione degli ultimi due provvedimenti del Comune emessi nel mese di giugno, un'ordinanza dirigenziale e una del sindaco, che riguardano proprio la strada di accesso al mare.
Il Tar però ha ritenuto che non c'erano i motivi di urgenza richiesti dai residenti perché entro il 21 giugno, data fissata dal Comune, dovrà essere disponibile un accesso al mare (o quello storico o quello alternativo). Se ne riparlerà nell'udienza camerale del 7 luglio, cioè a lavori completati, quando il quadro sarà più chiaro e si potrà valutare se l'alternativa predisposta rispetta davvero i criteri di sicurezza, fruibilità e tutela ambientale che i residenti continuano a rivendicare, mentre il comitato annuncia che continuerà a monitorare ogni passaggio e a documentare eventuali criticità per presentarle in sede giudiziaria.

