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Agricoltura

«Dighe piene ma campi a secco»

Da domani al via le prenotazioni per i Consorzi 7 e 9: la Diga Sturzo garantisce acqua per due anni, ma gli agrumicoltori denunciano i ritardi e la burocrazia

14 Giugno 2026, 20:15

20:20

«Dighe piene ma campi a secco»

Estate tempo di vacanze, ma anche di avvio della stagione irrigua nel comparto dell’agricoltura, con particolare riferimento alle attività svolte dai Consorzi di bonifica 7 (Caltagirone) e 9 (Catania). Da domani, si parte con le prenotazioni e, entro fine giugno, via alla stagione irrigua. A darne notizia è il direttore dei Consorzi di bonifica Sicilia orientale, Gaetano Punzi. Sempre oggi sarà messa in pressione anche la principale condotta irrigua.

Tra perplessità e auspici, l’unica certezza, rispetto lo scorso anno, è semmai quella delle risorse idriche. Diga Sturzo dispone di oltre 70 milioni di metri cubi; risorse che potrebbero garantire per due stagioni il prezioso liquido. A differenza della scorsa annata con 10 milioni per via della siccità. È quanto emerso a margine di un incontro, svoltosi al Consorzio di Caltagirone, su richiesta della Feder-Agri di Palermo, richiesto dal delegato di Catania, Maurizio Ialuna, che ha incontrato tecnici e dirigenti del medesimo organismo. Ovvero per il Consorzio: il direttore Gaetano Punzi, Sebastiano Cassisi (responsabile dighe), e Francesco Caristia (responsabile manutenzione). «Bisogna accelerare i tempi - ha detto il delegato di Feder-Agri, Maurizio Ialuna - per avviare le irrigazioni, tenendo presente pure che sarebbe indispensabile l’esenzione dei pagamenti dei canoni irrigui consortili».

Risponde il direttore Gaetano Punzi: «Riguardo l'esonero dei canoni irrigui la competenza è dell'Ars. Serve un rapporto collaborativo per il miglioramento del servizio irriguo agli utenti».

Sul fronte utenza a sollevare dubbi e perplessità è Saretto Vitale, imprenditore agricolo di Palagonia. «Con gli invasi pieni - dice Vitale - ogni anno si affoga nella burocrazia. Nonostante le rassicurazioni e la programmazione dei test sulle reti per la scorsa primavera, i rubinetti della Piana restano a secco all'inizio della stagione più calda, mettendo a rischio la produzione agrumicola. Infrastrutture colabrodo e cantieri lumaca peggiorano la situazione. Gli agricoltori, che hanno pagato e pianificato fidandosi delle promesse istituzionali, assistono immobili allo spettacolo più amaro: vedere i propri campi morire di sete con le dighe piene a pochi chilometri di distanza, è davvero desolante».

Il direttore dei Consorzi di bonifica della Sicilia orientale, Gaetano Punzi, ha fornito ai partecipanti alla riunione ampie delucidazioni, circa i lavori, in corso e in programma, nell’intero comprensorio irriguo.