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l'emergenza

Montagna Grande brucia: tre focolai, sospetto di incendio doloso e patrimonio naturale a rischio

Devastati demanio, fauna e aziende locali, scatta l'appello per viali parafuoco e volontari con trattori

15 Giugno 2026, 08:12

08:20

Montagna Grande brucia: tre focolai, sospetto di incendio doloso e patrimonio naturale a rischio

Le mani dell'uomo a Montagna Grande. Quella di chi ha appiccato il fuoco in almeno tre fronti, e quella di chi da 48 ore e forse ancora oggi cercherà di limitare i danni ad un patrimonio naturalistico di ingente valore: area boschiva, presenza di fauna, di aziende pastorizie e locali ricettivi. Un duro colpo per l'economia agraria della zona. L’estate è cominciata subito con le fiamme. Potenti. A bruciare è stato il versante della Montagna che ricade dentro Salemi, colpita un’area demaniale, alla prima conta sono centinaia di ettari ridotti in cenere.

L'incendio è partito, nel primi pomeriggio di sabato, da una zona limitrofa a quella demaniale, certamente due punti di origine sono stati i punti di origine, ma i forestali già durante le operazioni di spegnimento hanno ipotizzato l'esistenza di un terzo punto. Se con due c'è il sospetto della mano criminale e del rogo doloso, con tre si può parlare di certezza. Ancora ieri le squadre sono state al lavoro, per la verità a terra non si sono fermati nemmeno durante la notte, Forestali, Vigili del Fuoco, squadre della Protezione civile, mentre all’alba sono tornati in azione tre Canadair giunti da Roma e Lamezia Terme, e quattro elicotteri, tre della Forestale e uno del Sar di Birgi, tutti a prendere acqua dal lago Rubino per rovesciarla sulla zona infuocata, frattanto arrivata a penetrare il demanio forestale e minacciare alcune abitazioni rurali, il fronte del fuoco è stato agevolato da un repentino cambio del vento, e hanno effettuato numerosi lanci di acqua.

Ieri pomeriggio è stato lanciato un appello a chiunque ha trattori per intervenire questa mattina nella zona per creare viali parafuoco, il rogo non è ancora del tutto spento. L'avvio della stagione estiva segna purtroppo già un saldo negativo, nonostante tutta la potenzialità di mezzi tecnici in campo, c'è chi riesce a sfuggire e sebbene la macchina dei soccorsi riesce a partire puntuale, il fuoco corre più veloce. Serve certamente migliorare la vigilanza nelle aree più esposte, da Erice allo Zingaro, da Valderice a Monte Sparacio. In certe giornate da bollino rosso bisogna stare più che attenti.

È poi di questi giorni una questione che riguarda la montagna di Erice, dove è certo che alcuni viali parafuoco non sono stati realizzati. È pur vero che il Comune ha agito nelle proprie aree, ma sulla montagna ci sono competenze anche di altri enti e privati. Se non sono stati fatti l'Amministrazione potrebbe agire in via sostitutiva, rivalendosi sui proprietari delle relative spese. Ma bisogna far in fretta. Montagna Grande dimostra che il pericolo può essere dietro l'angolo.