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Scuola

Maturità, i 500mila della Notte prima degli esami: tattiche, fantasmi e la coppia d’assi che aspetta al varco

Il cronometro scatta il 18 giugno, tra i classici in primo piano, anniversari storici e la sfida dell'intelligenza artificiale

15 Giugno 2026, 10:26

10:51

Maturità

Il riscaldamento è finito. Fuori i secondi. Negli spogliatoi di oltre mezzo milione di ragazzi italiani si sente solo il rumore secco dei fogli protocollo che si sistemano sui banchi e il respiro corto di chi sa che, tra poche ore, non si potrà più bluffare. Il 18 giugno, ore 8:30, scatta il cronometro. Sono in 527.607, hanno la maglia bagnata di ansia e un unico avversario invisibile: quel plico telematico del Ministero che custodisce i sette titoli della vita. Il "toto-tracce" non è più un gioco da bar; è l'analisi dei video della squadra avversaria prima della finale di Champions.

Tipologia A: Il derby dei classici e lo scatto di Grazia

Per l'analisi del testo, i bookmaker di corridoio e i mister in cattedra indicano la stessa lavagna tattica. Là davanti c'è una coppia d'assi dell'Ottocento che scalpita. Giovanni Verga e Giovanni Pascoli. Il vecchio Giovanni da Catania, il re del Verismo, quello che fotografava la realtà senza filtri, manca dai titolari da troppo tempo: quest'anno potrebbe essere il suo turno per guidare l'attacco della prosa.

Subito dietro, col colletto alzato e la maschera d'ordinanza, c'è Luigi Pirandello. Ha una forma fisica pazzesca, spinto dai novant'anni dalla morte e dal secolo tondo di quel monumento che è Uno, nessuno e centomila. Roba da far tremare le gambe a chiunque si sieda in marcatura. Per la poesia, dietro al favorito Pascoli, salgono le quotazioni dei polmoni d'acciaio del Novecento: Ungaretti e Montale, i giganti del "male di vivere" che le commissioni schierano sempre volentieri quando il gioco si fa duro.

Ma occhio alla sorpresa sulla fascia, quella che nessuno si aspetta e che invece ha il passo della storia: Grazia Deledda. Cento anni fa esatti si prendeva il Nobel, prima e unica donna italiana a riuscirci. Ignorarla sarebbe come lasciare a terra un Pallone d'Oro.

Tipologia B: Il contropiede della storia

Il testo argomentativo è il centrocampo, dove servono i piedi buoni e la testa lucida per far girare i concetti. Il 2026 ha una data scritta in rosso sul calendario del capitano: gli 80 anni della Repubblica e di quel referendum del ’46 che portò le donne al voto per la prima volta. È la traccia-faro, il rigore a porta vuota della democrazia.

Ma la storia sa fare contropiedi dolorosi e il Ministero potrebbe pescare dalla panchina della memoria tre palloni pesantissimi:

Chernobyl (40 anni fa): l'atomo che si spezza, la Terra che trema, il termometro della transizione ecologica che scotta ancora.

L'11 settembre (25 anni fa): il giorno in cui il mondo ha scoperto la paura globale e ha dovuto ridisegnare la sua difesa.

San Francesco (800 anni dalla morte): il Santo che giocava d'anticipo di otto secoli, dettando con il suo Cantico le regole del rispetto per la natura e della fratellanza universale.

Tipologia C: L'algoritmo in marcatura a uomo

Per il tema generale, il nemico ha la faccia fredda dell'Intelligenza Artificiale. Non è più fantascienza, è marcatura a uomo sul futuro dei ragazzi. Sul foglio bisognerà spiegare come non farsi dribblare dalle fake news e dai trucchi dei deepfake. Insieme all'algoritmo, corrono i fantasmi della geopolitica — i conflitti ibridi, la pace che sembra un equilibrio fragilissimo — e i dolori della Generazione Z: la salute mentale, il lavoro che cambia pelle troppo in fretta, la violenza di genere. Tempi supplementari durissimi, dove servirà il cuore.

Il Classico e la sfida dal dischetto: torna il Latino

Chi ha scelto la maglia del Liceo Classico sa già che la seconda prova sarà un corpo a corpo col Latino. Niente rotazione stavolta, tocca alla lingua di Roma. La tattica della prova è nota: testo breve, pre-testo e post-testo in italiano per non perdere l'orientamento, e tre domande finali per vedere se hai capito il gioco o se hai solo tirato a indovinare.

Il nome sulla bocca di tutti è sempre lui: Cicerone. Ha 21 presenze ufficiali dal 1969 a oggi, è il bomber storico della Maturità. L’anno scorso è uscito il suo Laelius De Amicitia, e un bis immediato sarebbe una clamorosa doppietta, ma il Ministero non ha mai avuto paura di ripetere i grandi campioni.

La vera scommessa però si chiama Lucio Anneo Seneca. È lui il re degli ultimi vent'anni. Ha la prosa spezzata, le sentenze che sembrano tackle scivolati, lo sguardo fisso dentro l'anima. Per tradurlo serve l'occhio del fuoriclasse. Se non sarà lui, occhio a Tacito: manca dal 2022, è un velocista che sa fare male.

Il fischio d'inizio

Il consiglio dei vecchi lupi di mare della scuola è uno solo: non buttate via il pallone. Davanti alla versione non cercate la traduzione meccanica parola per parola, cercate il pensiero dell'autore. Trovate il verbo, la spina dorsale della frase, e poi aprite il dizionario. Per il tema, tenete d'occhio l'orologio e gli anniversari. Il 2026 è un campionato ricchissimo di storie.

I banchi sono pronti, i dizionari pure. Manca solo il clic che aprirà il plico telematico. Ragazzi, stringete i tacchetti. L'appuntamento è per il 18 giugno, ore 8:30. Sarà una bellissima partita. Buona fortuna.