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Via Algeri a Siracusa

Erba alta, zecche e giochi rotti: il cortile della scuola Wojtyla-Chindemi abbandonato

Giardino della scuola invaso da erbacce, rovi e topi: mamme chiedono intervento urgente per la sicurezza dei bambini

15 Giugno 2026, 12:38

12:40

Erba alta, zecche e giochi rotti: il cortile della scuola Wojtyla-Chindemi abbandonato

Fossero lucertole, i bambini che frequentano la scuola Wojtyla-Chindemi Parco Robinson, in via Algeri, nessuna delle mamme avrebbe da ridire. Ma siccome sono appunto bambini, quel parchetto interno infestato di erbacce, piante e rovi, a loro non sta bene per nulla. Poi ora che la stagione è calda e stare in classe un inferno, sarebbe bello giocare in cortile e sull'erba. Ma niente da fare: le mamme ci hanno visto correre i topi, a volte.

«Certo, non vien tagliata da mesi e mesi - sussurra E. - Le dico una cosa: noi mamme avevamo pensato di venire di notte a pulire di nascosto, ma poi abbiamo detto che la responsabilità deve prendersela il Comune. Abbiamo mandato decine di e-mail, mai una risposta».

Una mamma ci gira una foto alla quale manca solo il frinire delle cicale, perché l'esterno della scuola è un bosco, un susseguirsi di erbacce secche, di spighe bruciate dal sole, il prato non esiste, i giochi sono ostaggio dei rovi, le erbacce arrivano fino alla veranda. Nessuno degli operatori scolastici si avvicina al cancello, le bocche sono chiuse. Ma le mamme parlano: nel prato ci sono le zecche.

Chiedendo in giro si scopre che il ciclone Harry ha spezzato due rami, caduti nell'area, che la dirigente avrebbe segnalato più volte lo stato del giardino ma che nessuno sarebbe mai venuto a pulire. I giochi sono in legno e pericolosi, cadono a pezzi, alcuni bambini si sarebbero ritrovati con le schegge sotto la pelle, oltre ai graffi nelle mani e nelle gambe.

La scuola in sé, a prescindere, è un piccolo miracolo nel cuore di un quartiere difficile, dirigente e maestre si impegnano in una battaglia quotidiana per la rinascita di un edificio consegnato da un anno e che nel passato aveva subito una miriade di atti vandalici.

Ma le mamme la bocca non la tengono chiusa e raccontano di un tetto crepato, di bambini tristi portati fuori per giocare ma immobili sotto la tettoia perché le maestre non se la sentono di farli entrare nel giardino in quelle condizioni. Un piccolissimo spazio ci sarebbe sotto un paio d'alberi, ma è meglio non rischiare.

I bambini «hanno diritto a un giardino pulito e non a questo bosco sporco e pericoloso». I giochi sono una trappola, sempre che si riesca a trovarli sotto i rovi e le piante secche. «I nostri bambini non sono lucertole che gli ricresce la coda, se gli salta un dito qui facciamo l'inferno». Una mamma dà il permesso al figlio di dire la sua: «L'erba così mi fa paura».