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Operazione Abisso/2

I traffici “stupefacenti” a Malta erano nelle mani di “Iattaredda”

L'ambizioso boss dei Carateddi Orazio Finocchiaro è tornato nei guai. In carcere avrebbe preso contatti con fornitori di droga napoletani

16 Giugno 2026, 05:34

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I traffici “stupefacenti” a Malta erano nelle mani di “Iattaredda”

Orazio Finocchiaro, detto “Iattaredda”, era tornato libero dopo diversi anni di carcere. Ma la detenzione non ha “guarito” il boss dei “Carateddi” - che ambiva in passato a diventare il braccio destro dell’ergastolano Iano Lo Giudice - dal vizietto del traffico di droga. Le manette sono tornate ai polsi di Finocchiaro, che era da poco ai domiciliari. L’indagato sarebbe stato al centro di un fiorente commercio illegale di sostanze stupefacenti con l’isola di Malta.

Finocchiaro “Iattaredda” avrebbe avuto contatti con l’onnipresente Ninuzzo Vasta, è lui l’uomo da cui parte l’indagine “Abisso” della guardia di finanza. Non è bastato all’uomo dei Cappello-Carateddi evitare di parlare al cellulare. Qualche telefonata, però, è finita nella rete degli investigatori. Come quella del 16 ottobre 2022: protagonisti sono Vasta, Finocchiaro e Rosario Platania. Il boss catanese “Iattaredda” avrebbe sollecitato Platania «a recuperare il denaro dai loro clienti, poiché il giorno successivo avrebbero potuto acquistare quantomeno venti chilogrammi, atteso che Vasta avrebbe avuto un appuntamento con un fornitore». Il gruppo di Vasta e Finocchiaro avrebbe anche garantito le dosi di droga «a quelli delle discoteche».

La sostanza sarebbe stata trasportata da corrieri assoldati ad hoc. Ogni “pacco” sarebbe stato pagato 200 euro.

Finocchiaro avrebbe avviato l’attività illecita grazie a dei canali che aveva costruito nel periodo del carcere. E precisamente aveva conosciuto alcuni trafficanti campani «durante il periodo di detenzione alla casa circondariale di Tolmezzo». Anche in questo caso “Iattaredda” sarebbe stato nelle retrovie facendo esporre Vasta, che avrebbe avuto il compito di «mantenere i rapporti esterni effettuando le telefonate necessarie a stabilire il contatto con i fornitori di droga campani». Ma Finocchiaro avrebbe avuto ponti criminali anche fuori dai confini italiani. In una telefonata, infatti, si vantava dei suoi “contatti con narcos internazionali”.