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degrado

Lo Sbarcadero già sporco: rifiuti, scooter e inciviltà dopo il restyling

A pochi giorni dall’inaugurazione, la nuova passeggiata sul Porto Piccolo mostra già i primi segni di abbandono. Carte, deiezioni canine e spazzatura si aggiungono alle discariche abusive che continuano a soffocare la Borgata

16 Giugno 2026, 07:21

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Lo Sbarcadero già sporco: rifiuti, scooter e inciviltà dopo il restyling

Sporco è chi lo sporco fa, signore. Se Forrest Gump si sedesse – come nel film – su una panchina ma allo Sbarcadero, lo noterebbe subito che a Siracusa, un luogo pulito, resta tale solo fino a quando i siracusani non ci mettono mano.

Non tutti, ovvio, ma il meccanismo che ormai è diventato routine racconta di come ad ogni inaugurazione, segua una desacralizzazione, ad ogni spiazzo ripulito segua un abbandono di rifiuti, ad ogni mastello pieno uno sparpagliamento di spazzatura tutto intorno.

Lo Sbarcadero, quello che dall’amministrazione comunale è stato definito la nuova Marina, la piazza nuova di zecca minimalista e ordinata, scarna secondo il modello piazza Euripide, nel giro di pochi giorni dall’inaugurazione è diventato una passeggiata frequentatissima.

Ma con le persone ammodo, sono inevitabilmente arrivati i nuovi barbari. Cittadini di ogni fascia sociale che, superato l’imbarazzo iniziale, hanno iniziato a lasciare segnali della propria inciviltà, gettando carte nelle aiuole, cartoni negli angoli, deiezioni canine per ogni dove e resti di panini, birra e sigarette sulle panchine.

La piazza di riva Porto Lachio è rimasta immacolata solo per qualche giorno, i pali dissuasori pare non abbiano del tutto fermato gli scooteristi indisciplinati che si fanno vanto di penetrarvi comunque, correndo e rischiando, nascosti dai caschi, e l’abbandono di piccoli rifiuti - è vero, nulla rispetto alle montagne di prima - sta prendendo piede.

Si attendono – e si temono – sviluppi.

Ma se c’è chi fa notare che un maggior numero di cestini alla Sbarcadero potrebbe invogliare anche i più disattenti, resta tutto intorno un quartiere, la Borgata, che continua ad essere soffocata e sfregiata da discariche abusive ad ogni angolo, per lo più autoctone ma anche alimentate da residenti di altri quartieri.

Rischia lo Sbarcadero, col suo nuovo lifting e una cura detox che ha eliminato le carcasse delle vecchie barche sulla banchina, le reti rotte dietro i muretti e i cassonetti trasbordanti resti di pranzi e cene, di trasformarsi nella cartina di tornasole di una città che vuole indossare il frak ma se lo sporca da sola col fango.

Non se la passa meglio la zona di via Giuseppe Reale, alla Mazzarrona, dove un cumulo gigante di rifiuti troneggia da giorni: sacchi di plastica, cartone, materiale edile, scarti casalinghi, vestiti sporchi e strappati, elettrodomestici rotti.

Qui - secondo le segnalazioni dei residenti - il degrado sembra avere due padri: da una parte la ditta incaricata che non interverrebbe, dall'altra chi continua a considerare quell'angolo una discarica a cielo aperto, aggiungendo sacchi e ingombranti a quelli già presenti. L'inerzia degli uni diventa l'alibi degli altri.

Sporco è chi lo sporco fa, signore.