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operazione "new age"

La "nuova era" del narcotraffico passa anche da Catania: tra broker e cartelli di coca sudamericani

Nuovo arresto per un cittadino dell’America meridionale fermato lo scorso 20 maggio dai carabinieri del nucleo Investigativo dei carabinieri e portato in carcere

17 Giugno 2026, 00:05

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La "nuova era" del narcotraffico passa anche da Catania: tra broker e cartelli di coca sudamericani

Ci sono i broker e i boss che stringono legami diretti con i cartelli sudamericani (in perfetto stile Gomorra) per garantirsi il monopolio della cocaina e un cittadino dell’America meridionale fermato lo scorso 20 maggio dai carabinieri del nucleo Investigativo dei carabinieri e portato in carcere a Catania sullo sfondo del nuovo blitz denominato “New Age” che ha portato all’arresto di otto persone tra Roma, l’Aquila, Reggio Calabria e il capoluogo etneo (con il nuovo provvedimento notificato in carcere. A fine maggio, i provvedimenti di fermo emessi dalla Dda hanno consentito di cristallizzare l’esistenza un’organizzazione radicata nella Capitale e sul litorale nord laziale, dotata di solidissime diramazioni internazionali e collegamenti con alcuni esponenti la criminalità organizzata calabrese e campana. Con legami anche catanesi.

A capo del sodalizio un broker dominicano anello di raccordo strategico e responsabile dei contatti con i fornitori esteri, della logistica e della gestione dei complessi flussi finanziari illeciti. Al suo fianco, un vertice operativo colombiano (noto come il “Presidente”) capo e promotore incaricato di gestire i connazionali e le importazioni, di fissare il prezzario della droga e di curare i rapporti con i narcotrafficanti stanziali in Spagna e Sud America. Le intercettazioni hanno, inoltre, confermato l’esistenza di legami diretti tra gli indagati e i vertici dei “Los Choneros”, la più potente e sanguinaria fazione criminale dell’Ecuador. Lo stupefacente veniva introdotto in Italia attraverso due canali principali: via terra dalla Spagna, utilizzando auto modificate con sofisticati doppi fondi (definiti in gergo “sistema”) via mare con navi in partenza da porti sudamericani (come Guayaquil in Ecuador) e dirette in Europa, prevedendo il lancio in mare di borsoni carichi di droga in punti di recupero prestabiliti tramite coordinate Gps. Per le consegne mirate, il gruppo si avvaleva di corrieri ovulatori, addestrati a ingoiare decine di ovuli di cocaina per eludere i controlli aeroportuali e stradali.

Catania occupa una posizione geografica strategica nel Mediterraneo orientale, fattore che la rende particolarmente interessante per le organizzazioni criminali impegnate nel narcotraffico internazionale. Ed è su questo terreno che si gioca la partita più importante contro un business criminale che continua a generare profitti milionari nella “nuova era” che collega il Sud America all’Italia e alla Sicilia.