il processo
Bimbo morto al Carnevale di Sciacca, il Pm chiede tre condanne: sotto accusa anche il padre
Sollecitati fino a due anni e quattro mesi per i responsabili del carro allegorico e della società organizzatrice
A più di sei anni dal drammatico incidente che sconvolse il Carnevale di Sciacca, il processo per la morte di Salvatore Sclafani, il bimbo di soli 4 anni rimasto ucciso il 4 febbraio del 2020, entra nella sua fase cruciale. Il pubblico ministero del tribunale agrigentino, Simone Billante, ha formulato le richieste di condanna per i tre imputati alla sbarra, delineando un quadro di pesanti e diffuse responsabilità.
L'accusa ha chiesto la pena di 2 anni e 4 mesi di reclusione per Giuseppe Sclafani, in qualità di responsabile dell'associazione culturale che realizzò il carro allegorico denominato «Volere Volare». Una richiesta di 2 anni di reclusione è stata invece avanzata per Giuseppe Corona, rappresentante legale della società Futuris, l'azienda che si era occupata dell'organizzazione e della gestione dell'evento. Sei mesi di reclusione, infine, sono stati sollecitati per Francesco Sclafani, padre della piccola vittima, il quale nel procedimento si è anche costituito parte civile.
Alla base della requisitoria del magistrato inquirente vi è l'ipotesi di una "cooperazione colposa" segnata da gravissime e strutturali carenze sul fronte della sicurezza. Secondo quanto ricostruito dalle perizie e dalle indagini, la struttura allegorica presentava una base in polistirolo giudicata del tutto non idonea a garantire l'incolumità pubblica. A questo si sarebbe aggiunto un servizio di vigilanza del tutto insufficiente durante la sfilata: ad arginare la folla e a monitorare un carro monumentale lungo ben 10 metri vi erano infatti soltanto due addetti.
Alla Procura è contestata al padre del bambino una condotta imprudente, consistita nell'aver fatto salire e collocato il figlioletto su un ripiano del carro in movimento, dal quale il piccolo è poi fatalmente precipitato, perdendo la vita.
La parola passa adesso alle arringhe difensive. La decisione finale spetta al giudice monocratico Dario Hamel: la lettura della sentenza è attesa per la fine del prossimo mese di settembre.