Finanza
Palermo, sequestro per 700mila euro all'imprenditore Piraino: denunciò il pizzo e fece arrestare i suoi estortori
Sequestro da circa 700.000 euro all'imprenditore che denunciò il racket: indagini rivelano movimenti per oltre 280.000 verso la moglie, immobili da 400.000 in trust e irregolarità sui bonus edilizi dopo un provvedimento da 3,5 milioni e misure interdittive.
I finanzieri del comando provinciale di Palermo hanno eseguito un sequestro di beni immobili e disponibilità finanziarie, per un valore complessivo di circa 700.000 euro, all’imprenditore edile Giuseppe Piraino che denunciò e fece arrestare e condannare gli esattori del racket delle estorsioni.
L’imprenditore e la società di cui era rappresentante legale, a ottobre 2025, erano stati destinatari di un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip di Palermo, su richiesta della procura, per un importo complessivo di oltre 3,5 milioni di euro, in relazione ai reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e indebita compensazione di crediti inesistenti per l’accusa.
Dalle indagini - durante le quali erano stati sentiti 30 amministratori di condominio - erano emersi irregolarità sui bonus edilizi per gli interventi di riqualificazione di numerosi complessi residenziali, come la parziale assenza dei lavori, la carenza della documentazione.
Nell’aprile scorso Piraino e la società sono stati raggiunti da misure interdittive del divieto temporaneo di esercitare l'attività di impresa e del divieto di contrarre con la pubblica amministrazione, dell’esclusione di agevolazione, finanziamenti, contributi o sussidi, a seguito di un pronunciamento della cassazione.
I finanzieri nel corso delle indagini hanno rilevato «numerose movimentazioni finanziarie, per importo complessivo di oltre 280 mila euro, disposte dai conti della società e da quelli del legale rappresentante verso i conti della moglie di PIraino» e hanno individuato «diversi immobili, per un valore di circa 400 mila euro, schermati all’interno di un trust».