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Operazione antidroga

Gestivano spaccio di droga ad Acquedolci e Sant'Agata, arrestati due uomini di 41 e 54 anni

Carabinieri di Mistretta smantellano una rete di spaccio di hashish: due arresti domiciliari e due piazze di vendita nei Nebrodi

17 Giugno 2026, 10:32

Gestivano spaccio di droga ad Acquedolci e Sant'Agata, arrestati due uomini di 41 e 54 anni

Nelle prime ore di oggi, mercoledì 17 giugno, i carabinieri dell’Aliquota operativa della compagnia di Mistretta hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale agli arresti domiciliari, emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Patti, Andrea La Spada, su richiesta della locale procura.

Il provvedimento è stato eseguito nei confronti di due soggetti (rispettivamente di 41 e 54 anni), ritenuti gravemente indiziati del reato di detenzione e cessione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Le indagini hanno consentito di far luce su una fitta e ramificata rete di spaccio di hashish che, muovendosi attraverso diversi comuni, andava ad infestare una vasta estensione territoriale dalla fascia costiera nebroidea, arrivando finanche ai comuni dell’entroterra gravitanti sulla giurisdizione di Mistretta.

Attraverso prolungati servizi di osservazione, pedinamenti e minuziosi riscontri operativi, i carabinieri di Mistretta sono riusciti a mappare le dinamiche illecite del territorio, enucleando due snodi logistici fondamentali per l’approvvigionamento dello stupefacente, capaci di attrarre numerosi acquirenti da tutto l’hinterland.

Nello specifico, le evidenze investigative hanno permesso di cristallizzare le responsabilità del 41enne, individuato quale vero e proprio gestore dell’attiva "piazza di spaccio" di Acquedolci, e del 54enne, che controllava capillarmente le cessioni nel limitrofo comune di Sant’Agata di Militello. Tali centri operativi costituivano i poli di irradiazione della droga, il cui flusso arrivava a interessare trasversalmente l’intero bacino territoriale.

Al termine delle formalità di rito, i due arrestati sono stati condotti presso le rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.