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Dopo la conferenza

Scoppia la polemica al Palermo Pride, la Varchi: "Ce l'hanno con me per la maternità surrogata? Una medaglia"

Varchi difende la legge che criminalizza l'utero in affitto, attacca il Pride Palermo e celebra il ddl Valditara.

17 Giugno 2026, 11:29

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«L'unica cosa che emerge chiaramente dalle confusionarie rivendicazioni del comitato promotore del Pride Palermo è il loro collocarsi politicamente a sinistra, in opposizione alle politiche del governo nazionale. Purtroppo per loro, anche quando ha governato la sinistra, le proposte sono state affossate dalla loro stessa maggioranza, come accaduto al ddl Zan. Il centrodestra, invece, quando governa realizza ciò in cui crede». Lo dice la parlamentare di Fratelli d'Italia, Carolina Varchi.

«La legge che porta il mio nome non è, a differenza di quanto dicono mentendo, una legge «contro i bambini» ma una legge contro la schiavitù del terzo millennio, cioè l'utero in affitto. Una prassi abominevole che prevede che una donna in difficoltà economica accetti di stipulare un contratto per una gravidanza al termine della quale dovrà immediatamente consegnare ai contraenti il figlio che avrà partorito - ha proseguito Varchi - Per me è inconcepibile che i bambini siano considerati merce e i soldi possano acquistare il corpo delle donne. Sono quindi orgogliosa di questa legge che ha reso l'utero in affitto reato universale, così come lo sono del ddl Valditara che tutela la libertà educativa delle famiglie italiane contro le derive dell’ideologia gender nelle scuole frequentate dai nostri figli. Se ce l’hanno con me per questa legge, sappiano che lo considero una medaglia», ha concluso la parlamentare.