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Le previsioni

Meteo, l'anticiclone Cerberus è già qui: l'Italia brucia, la Sicilia bruciava già

Ondata di calore dal 18 giugno: 8 città in arancione, picchi fino a 39°C. Ma l'Isola, dai bollettini nazionali, continua a non esistere

17 Giugno 2026, 14:43

14:50

Meteo, l'anticiclone Cerberus è già qui: l'Italia brucia, la Sicilia bruciava già

Alle undici del mattino il termometro dice ancora poco. Il vero dato arriva dopo, quando l'asfalto comincia a restituire il sole accumulato, i tram diventano serre mobili e le città non riescono a raffreddarsi neppure di notte. È la firma di Cerberus, il nome dato all'anticiclone africano che da giovedì 18 giugno sta trascinando l'Italia nella prima vera ondata di calore dell'estate 2026 - più lunga e più rovente di quella di fine maggio, destinata a durare almeno fino al weekend del solstizio.

I numeri del Ministero della Salute, che pubblica ogni giorno bollettini di allerta per 27 città italiane, tracciano la progressione con una certa precisione. Oggi non c'è ancora nessun bollino arancione. Domani giovedì ne arrivano cinque: Bologna, Brescia, Firenze, Perugia e Torino. Venerdì salgono a otto, con l'aggiunta di Bolzano, Milano e Rieti. Il bollino arancione, nella scala che va dal verde al rosso, segnala condizioni che possono già avere effetti sulla salute dei soggetti fragili — anziani, cardiopatici, chi vive in case senza aria condizionata. Il rosso, il livello massimo, scatta quando il calore persiste per tre o più giorni di fila.

«Già a fine maggio c'è stato molto caldo», spiega il fisico dell'atmosfera Lorenzo Giovannini dell'Università di Trento, «ma quello che sta arrivando è più importante». Il meccanismo è sempre lo stesso: l'anticiclone africano risale dal Marocco e dall'Algeria, attraversa il Mediterraneo, aggredisce la Spagna, poi la Francia meridionale, poi l'Italia settentrionale. Stavolta il bersaglio principale è il Nord: Bologna e Firenze candidate a sfiorare i 38-39 gradi nel fine settimana, Milano che accumula afa con minime notturne fino a 26 gradi - quasi tropicali. Per il meteorologo Andrea Giuliacci di Meteo.it la caratteristica di questa ondata è soprattutto la durata: «Si annuncia molto persistente».

Il caldo, però, non arriva da solo. Alle fiammate africane si mescolano possibili temporali di calore sulle Alpi e lungo l'Appennino - paradossalmente capaci di rendere l'aria ancora più pesante nelle pianure non colpite dalle precipitazioni. La temperatura percepita, in alcuni contesti urbani, potrebbe toccare i 42-43 gradi. Non è la massima ufficiale: è l'indice di disagio fisiologico, ed è quello che conta davvero per la salute.

L'Isola che non c'è nei bollettini

C'è un dettaglio che vale la pena notare: tra le 27 città monitorate dal Ministero della Salute non figura nessuna città siciliana. Niente Palermo, niente Catania, niente Messina. Non perché la Sicilia sia al fresco - tutt'altro - ma perché il sistema di sorveglianza nazionale copre una selezione di grandi centri urbani che, nella sua costruzione storica, ha privilegiato il Centro-Nord. Venerdì 19 giugno, giorno in cui otto città del Nord e del Centro saranno in arancione, in verde rimarranno solo sei centri: Bari, Cagliari, Campobasso, Civitavecchia, Genova e Trieste. L'unica eccezione meridionale in allerta gialla è Napoli.

Eppure il caldo africano, per la Sicilia, non è un'emergenza stagionale: è la condizione ordinaria di metà giugno. L'isola convive con temperature che altrove farebbero scattare i bollini d'allerta, e lo fa con infrastrutture - edilizia, trasporti, sanità - che non sempre reggono il confronto con le aspettative. Il punto non è che Cerberus risparmia la Sicilia. È che la Sicilia, nei sistemi di misurazione del rischio, spesso semplicemente non viene contata.

Cosa fare e cosa non fare

Le indicazioni del Ministero della Salute sono semplici ma non banali. Evitare il sole tra le 11 e le 18. Bere regolarmente. Limitare gli sforzi fisici. Controllare vicini e parenti anziani. Rinfrescare gli ambienti. E un avvertimento che vale la pena ricordare: per i pazienti con malattie cardiache, renali o epatiche, "bere tantissimo" non è un consiglio automatico — serve sentire il proprio medico.

Negli anziani i segnali d'allarme spesso non sono il malore improvviso: sono la stanchezza insolita, la riduzione dell'appetito, il disorientamento, la sonnolenza, il fatto di andare meno in bagno. Il caldo si annuncia così, prima di diventare emergenza. E per questo l'osservazione di chi gli sta vicino vale più di qualsiasi bollettino.

Il solstizio d'estate cade domenica 21 giugno alle 10.24. Per almeno una volta, l'inizio astronomico dell'estate e il suo peso reale coincideranno quasi alla perfezione.