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Zona industriale

Benzene nei mitili e presunti sversamenti: il depuratore Tas di Priolo in udienza preliminare il 1° luglio

Udienza per presunti sversamenti nel canale Alpina, anomalie nei campioni e tracce di benzene nei molluschi

17 Giugno 2026, 14:51

15:00

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Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale aretuseo, Simone De Martino, ha fissato per il primo luglio l'udienza preliminare relativa all'inchiesta sul depuratore Tas (Trattamento acque di scarico) della raffineria Isab Sud di Priolo. Al centro del procedimento, l'accusa di inquinamento ambientale per presunti sversamenti illeciti nel mare attraverso il canale Alpina.

Oltre alla società Isab srl, risultano imputati l'ingegnere Bruno Martino, già direttore delle operazioni e oggi in quiescenza, e altri due tecnici della raffineria, Gaetano Barbagallo e Gaetano Petralito. Tra gli imputati anche Maria Grazia Micieli, amministratrice e socia del Centro Analisi P.Q.A. di Siracusa, che curava le analisi per conto di Isab, e la stessa società di analisi.

L'inchiesta, coordinata dai pubblici ministeri Tommaso Pagano e Marco Dragonetti, trae origine da un episodio avvenuto nel novembre 2020, quando nella baia di Santa Panagia, allo sbocco del canale Alpina, fu segnalata una moria di pesci e granchi. Le verifiche dell'Arpa e della Capitaneria di Porto avevano rilevato la presenza di sostanze idrocarburiche lungo gli argini della foce. La Procura, già impegnata su altri fronti ambientali, aprì un fascicolo d'indagine, affidando al Nictas dell'Asp ulteriori accertamenti.

Dalle intercettazioni, gli investigatori avrebbero rilevato la preoccupazione di alcuni indagati per i controlli in corso e la disposizione di rimuovere il sedime dalla foce del canale, con l'obiettivo - secondo l'accusa - di cancellare i segni visibili della contaminazione. Le indagini avrebbero inoltre evidenziato irregolarità nella gestione dei campioni destinati alle analisi: in alcuni casi, il personale del laboratorio avrebbe utilizzato bottiglie di liquido preparate ad hoc, anziché i campioni prelevati dal campionatore automatico.

La prima perizia disposta dal Tribunale aveva escluso compromissioni ambientali, ma la relazione presentava diverse criticità in merito alle procedure analitiche e al controllo dei dati. Per questo motivo è stato nominato un nuovo perito, che nel dicembre 2024 ha depositato una relazione segnalando la presenza di benzene nei mitili e nelle patelle, un elemento che, secondo il tecnico, merita particolare attenzione.

Nel marzo 2025, la società Isab ha diffuso una nota in cui ha ribadito che “il depuratore Tas di Priolo non sta generando inquinamento né del mare né dell'aria”, sottolineando che non sarebbe stata riscontrata “una compromissione significativa e misurabile dell'acqua di mare in prossimità dell'immissione del canale Alpina”. La difesa, in vista dell'udienza preliminare, punta a dimostrare che l'ecosistema marino non ha subito alterazioni, richiamando i rilievi e i filmati dei periti del Tribunale che documentano la presenza di Posidonia, pesci e molluschi nelle acque adiacenti allo scarico del canale.