il report
In Sicilia 6.406 infortuni sul lavoro e 29 morti, molti dipendenti non denunciano per paura di ripercussioni
I dati contenuti nell'ultimo rapporto dell'Inail
Nei primi quattro mesi del 2026 in Sicilia sono aumentati gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. A dirlo sono i dati contenuti nell'ultimo rapporto dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail).
Si è passati dai 5.695 dello stesso periodo del 2025 ai 6.406 del primo quadrimestre del 2026. Si tratta di una differenza superiore al 12%, alla quale si devono aggiungere gli infortuni in itinere: 1.378 rispetto ai 1.272 del 2025.
«Alla data aggiornata al 31 maggio - ha detto il presidente del comitato co.co.co.pro Inail, Francesco Piastra - i casi di infortunio e di malattia professionale per la provincia di Palermo risultano pari a 3.159 in totale, di cui 2.968 sono gli infortuni».
E a fine maggio i casi con esito mortale denunciati in Sicilia sono stati 29, contro i 22 di gennaio-aprile 2026. Nella sola provincia di Palermo i 10 casi registrati a fine aprile sono diventati già 13 a fine maggio.
I comuni interessati: Bagheria, Bolognetta, Castronovo di Sicilia, Cefalù e Palermo. E i settori maggiormente colpiti: industria, artigianato e terziario.
Anche le malattie professionali, secondo il rapporto, appaiono in crescita. Su base nazionale si passa a 38.992 casi nei primi quattro mesi del 2026 contro i 33.126 dello stesso periodo del 2025. In Sicilia le malattie professionali denunciate sono 781 nell'arco temporale gennaio-aprile del 2026 ed erano 558 nello stesso periodo del 2025.
«Quello che sorprende - ha continuato Piastra - e ci deve far riflettere è la comparazione con le altre regioni, che fa evidenziare una sproporzione sospetta delle malattie professionali. È impossibile che la Sicilia abbia sostanzialmente le stesse denunce di una regione come il Molise, che dichiara 764 casi. Per dire, la Campania ne denuncia 1.450, la Puglia 4.545, la Sardegna 2.563, la Toscana 6.871. È evidente che c'è una sotto denuncia, in quanto le aziende mirano a non fare emergere le malattie professionali per non aggravare il premio assicurativo e mirano a evitare di incorrere in sanzioni. E i lavoratori dipendenti di tante medie e piccole aziende, e in una realtà come la nostra dove c'è tanto lavoro sommerso, non denunciano nemmeno perché temono la reazione aziendale».
Secondo Piastra la responsabilità è del sistema che non vigila. «Ispettorato del Lavoro, Spresal, medici di base dovrebbero prestare maggiormente attenzione alle malattie professionali che riscontrano nei pazienti causate dal lavoro. Il 29 giugno al prossimo comitato, alla presenza di Spresal, Ispettorato lavoro di Palermo e della direzione Inail, chiediamo che il tema delle malattie professionali venga approfondito».