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Il contenzioso

"No" alla discoteca fuori dalla Vecchia Dogana del Porto di Catania: un'altra stangata dà torto ai privati

La destagionalizzazione di una pedana da 550 metri quadrati dà il via a un contenzioso su cui il Consiglio di giustizia amministrativa della Regione Siciliana ha appena messo un punto fermo

18 Giugno 2026, 07:30

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"No" alla discoteca fuori dalla Vecchia Dogana del Porto di Catania: un'altra stangata dà torto ai privati

La pedana esterna per la movida alla Vecchia Dogana non s’ha da fare. O meglio: non s’ha da rifare, visto che per anni si è fatta e adesso, a seguito di quello che i giudici amministrativi definiscono «un lungo e complesso contenzioso», è un’ipotesi che appare tramontata. La storia riguarda due società, la 74 srl e la Filenz srl, come il nome del locale al porto di Catania diventato piuttosto famoso soprattutto per le serate estive, sempre molto partecipate.

A rendere possibile feste e serate è una pedana di 550 metri quadrati montata all’esterno della ex Dogana e destinata all’«accoglienza a terra e intrattenimento dei turisti crocieristi», secondo quanto riportato nell’autorizzazione concessa nel 2017 dall’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia orientale alla società 74 srl, che nel 2023 dà in gestione la struttura alla Filenz srl.

Le attività giornaliere e notturne vanno avanti senza problemi, tutte le estati per anni e, nel 2023, fino alla fine di dicembre. Le le cose vanno bene. Lo ricordano i tantissimi catanesi frequentatori del locale. Perciò gli imprenditori chiedono di destagionalizzare, di potere restare aperti anche da gennaio a marzo 2024, «ciò anche nella considerazione che quello di cui trattasi risulterebbe essere l’unico punto di accoglienza presente nel porto di Catania».

È in quel momento che l’Autorità portuale dice il «No» che dà il via alla controversia di fronte ai giudici amministrativi. Intanto, la 74 srl chiede il «risarcimento del danno subito» per il tempo che l’Autorità portuale ci ha messo per opporsi al rinnovo della concessione. E poi chiede anche che non si tenga conto del parere (negativo) del comandante della Capitaneria di Porto il quale, secondo i privati, non avrebbe potuto esprimersi a proposito della viabilità, dei rumori notturni o dell’ordine pubblico. Sempre la società lamenta «ritenuta inaffidabilità», che sarebbe stata decisa senza contraddittorio, «per vicende riguardanti la società Filenz srl nella gestione invernale dei locali interni all’edifico Vecchia Dogana e per l’occupazione dell’area oltre la scadenza del 31 dicembre 2023 per la destagionalizzazione».

A luglio 2025 il Tar dà torto ai privati su tutta la linea, rigettando la richiesta di risarcimento del danno. La 74 srl fa quindi ricorso al Consiglio di giustizia amministrativa della Regione Siciliana, che si esprime pochi giorni fa.

Oltre alle obiezioni di natura tecnica, dicono i privati: sbaglia il Tar a ritenere sussistente, per esempio, «il rischio di una elevata interazione tra l’attività ludico-ricreativa e il transito pedonale, veicolare e dei mezzi pesanti lungo la sede stradale». Perché, spiega sempre la società, il Porto deve essere aperto alla città e una discoteca a questo serve, ad aprire. Il Cga replica: «L’invocata integrazione tra le aree portuali e la città fa parte di un processo progressivo ancora in divenire». Anche gli altri motivi del ricorso vanno rigettati, dicono i giudici amministrativi di secondo grado. E se al Tar la società era stata condannata a pagare tremila euro di spese legali, adesso ne deve pagare cinquemila.