Stadio
Terzo anello del Barbera, dopo 36 anni riecco il tormentone: ci vuole la "sanatoria" della Soprintendenza o sarà stallo
La Cts regionale per rilasciare la valutazione positiva di impatto ambientale chiede al Palermo calcio un sfilza di integrazioni. Si complica la questione parcheggi
A volte ritornano, le patate bollenti. Come quella che la Cts regionale, reduce dal primo sopralluogo allo stadio Barbera, martedì 9, passa nelle mani della Soprintendenza dei Beni culturali. La vexata quaestio, sotto il tappeto per i trentasei anni trascorsi dalle Notti magiche, è tornata a galla perché, semplicemente, la Cts dichiara l’impossibilità di esprimersi in mancanza di un permesso espresso della Soprintendenza. Gli uffici di via Garibaldi, infatti, nella conferenza dei servizi preliminare, a febbraio, avevano posto la sola condizione del rispetto del prospetto originale, inaugurata nel 1932. E dopo il no, mai tradotto in smantellamento, alla permanenza del terzo anello dopo Italia ’90, una sanatoria formale non è mai arrivata. La commissione, nella richiesta di integrazioni, chiede testualmente “Relazione paesaggistica e nulla osta della Soprintendenza (tenendo conto del precedente parere della Soprintendenza che ha autorizzato il terzo anello vincolandolo al successivo smontaggio mai avvenuto)”. La Soprintendenza, che abbiamo contattato, per ora, tace. Farà parlare le carte, probabilmente.
Intanto, il piano parcheggi del Palermo rischia seriamente il naufragio: la richiesta di integrazione comprende un “Nuovo studio trasportistico coerente con il Pums” che dimostri l’esistenza di aree a parcheggio a servizio degli utenti dello stadio anche in funzione del parere formulato dai Rangers d’Italia, ente gestore della Riserva di Monte Pellegrino, che hanno detto no all’uso dell’ex campo nomadi di piazzale dei Matrimoni, come documentato da La Sicilia.
C’è pure un caso Arpa, nel garbuglio delle carte bollate che preparano la nuova conferenza dei servizi. Arpa bacchetta il Palermo calcio proprio sui parcheggi, per vedersi bacchettare a propria volta dall’assessorato regionale del Territorio, che ha bollato, solo martedì scorso, la “nota pervenuta oltre i termini di pubblicazione dello studio preliminare”. Ma l’Arpa, di osservazioni ne fa, eccome: sui parcheggi sottolinea come la Relazione trasportistica del club rosanero sia a dir poco ottimistica: 6.700 stalli stimati tra parcheggi pubblici, privati e di interscambio, ma solo 1.565 sono in prossimità della struttura e, quindi, realmente utilizzati per gli eventi. Inoltre, è stato verificato un incremento di motoveicoli nello scenario evento, per cui non sono disponibili sufficienti stalli, con la conseguenza del “parcheggio selvaggio”. Il proponente ritiene che l’aumento di circa 1.300 unità (area ex nomadi e altre aree di pertinenza) sia in grado di assorbire totalmente la domanda. Tuttavia potrebbe non essere sufficiente nello scenario evento né nel breve termine né nel 2032. Di più: “La ricerca infruttuosa di stalli nei giorni evento produrrebbe un aumento dell’inquinamento atmosferico”. Il club dovrà predisporre concrete misure di cambio da auto privata a trasporto pubblico da concertare con il Comune.
Ancora, il rischio ambientale: presenza di amianto in alcuni manufatti impiantistici e in corrispondenza di alcune vasche in fibrocemento nella centrale termica; fibre artificiali vetrose; piombo con concentrazioni oltre i limiti di legge.
LE ALTRE CARTE MANCANTI
C’è molto altro, oltre alla difficile risoluzione del nodo parcheggi, ora che al parere critico dei Rangers si sono aggiunti quelli della stessa Cts e di Arpa Sicilia, e alla questione terzo anello. La Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali della Regione invia al Palermo FC, in sede di procedura di verifica di assoggettabilità a Valutazione di impatto ambientale, una lunga lista di obblighi di integrazione “degli elaborati del progetto completo e definitivo anche in funzione dell’interlocuzione in corso con la Prefettura (indicando eventuale ampliamento dell’area del progetto)”.
Tra i documenti richiesti: elaborati tecnici relativi all’impianto fotovoltaico da realizzarsi sulla nuova copertura dello stadio, agli impianti idrici; indicazione delle aree di stoccaggio temporaneo dei rifiuti; planimetria delle aree di cantiere, comprensiva di cronoprogramma di dettaglio; abaco delle specie vegetali in progetto, al fine di garantire la coerenza con il contesto ambientale e paesaggistico; planimetria del verde e piano di attecchimento, affrancamento e manutenzione delle specie vegetali.
Poi, le indicazioni strutturali, a partire da “schema e layout dell’impianto di illuminazione”, con indicazione puntuale della tipologia dei corpi illuminanti, modalità di installazione e direzionamento del flusso luminoso.
Su Casa Palermo, quartier generale in gestazione sulle ceneri del Pallone di Italia ’90, manca la relazione tecnica di progetto con i dati dimensionali dell’opera e del nuovo corpo di fabbrica, così come lo Studio preliminare ambientale integrato con il regime vincolistico dell’area. Ancora, indicazioni su rumore e impatto del cantiere e dello stadio in scenario 2032, vista anche la vicinanza di scuole e ospedali, indicando nel dettaglio le misure di mitigazione.
Il club rosanero dovrà anche produrre copia delle conformità urbanistica rilasciata dal Comune e parere dell’Autorità di Bacino del Distretto Idrografico della Sicilia.