L'operazione "New Age"
Il sudamericano voleva creare una cellula narcos a Catania: l'incontro e le intercettazioni
Ecco chi è l'indagato dell'organizzazione di trafficanti di droga decimata dai carabinieri della Capitale
Il sudamericano Tovar Ricardo Andres Asprilla è stato ammanettato a Catania lo scorso mese. Il gip etneo non ha convalidato il fermo ma ha emesso la misura cautelare spedendo gli atti per competenza a Roma.
L'indagato era in trasferta in Sicilia per creare una base del narcotraffico alle falde dell'Etna. Il sudamericano sarebbe uno dei collaboratori del “Presidente” Pavel Guarin Morales, il colombiano che è sfuggito all'operazione “New Age” della Dda di Roma e condotta dai carabinieri. Un'indagine avviata grazie alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Alessandro Maddaloni, che ha raccontato agli investigatori di un giro internazionale di cocaina.
Asprilla avrebbe avuto il compito di assistere il “Presidente” nelle riunioni operative e anche nel reperire i clienti. Sicuramente il viaggio siciliano sarebbe stato collegato a questo secondo compito. A Catania, infatti, Asprilla stava operando “in nome e per conto dell'organizzazione”. I detective romani hanno registrato diversi dialoghi, anche con linguaggio in codice, in cui si discute di traffico di droga. L'indagato è intercettato mentre parla con un ragazzo dal forte accento siciliano che lo informa dell'imminente arrivo, in un luogo evidentemente concordato, di una persona. A un certo punto giunge un uomo che però si rivela non essere la persona attesa. «Chi devi incontrare si chiama Kanen», precisa il siciliano al sudamericano. Che dopo un'attesa più lunga del previsto si lamenta: «Se noi facciamo una parola...». Il contatto catanese lo interrompe: «tranquillo». E infatti ha ragione perché poco dopo incontra Kanen: «No ecco! quello da domani... perché mi serve veramente».
Ma c'è un altro nome citato nelle carte che porta a Catania. Ed è quello del calabrese Saverio Zoccoli, che è ai domiciliari a Bianco, in provincia di Reggio Calabria. Zoccoli è stato arrestato dalla squadra mobile di Catania alcuni anni fa nell'ambito dell'operazione Kynara, che lo ha portato alla condanna già in appello.