Il blitz di Palermo
Pizzo e violenza, un ambulante come “messaggero”
Le intercettazioni sull'incontro fra Galatolo e Fidanzati, i due vecchi boss arrestati dalla finanza
Sembra anacronistico, ma ancora oggi i commercianti, invece di telefonare al 112, cercano l’amico buono per sistemare una situazione di pizzo e violenza. Accadeva a Palermo qualche anno fa. Ma c’è di più. Addirittura un ambulante che aveva subito un incendio diventa una sorta di “messaggero” della mafia, che fa incontrare i due boss di maggior rilievo che sono stati arrestati due giorni fa nel blitz della Guardia di Finanza. E quindi Raffaele Galatolo, capo dell’Acquasanta, e Stefano Fidanzati, reggente dell’Arenella. Dalle immagini in mano agli investigatori è emerso che quattro anni fa Fidanzati era andato nel negozio dell’esercente. E due giorni dopo i finanzieri captavano il commerciante che diceva a Galatolo che Fidanzati lo stesse cercando: «Ti cercava Stefano, ti cercava! Lo sai perché ti cerca». «È ragionevole ipotizzare che Fidanzati – annota il gip di Palermo – avesse saputo dell’attentato incendiario subito dal commerciante da parte del boss Nino Fontana. E che per questo motivo avesse chiesto un incontro con Galatolo». E l’ambulante, per risolvere anche la questione che lo vedeva protagonista, aveva sponsorizzato l’incontro fra i due capimafia del mandamento di Resuttana.