SIRACUSA
Puzza e aria irrespirabile a Priolo, aperta inchiesta per scoprire l'origine dei miasmi
Il procuratore Sabrina Gambino: «In corso accertamenti per verificare l’eventuale violazione delle norme sulle emissioni industriali»
La Procura di Siracusa ha avviato un’indagine per risalire all’origine delle esalazioni che da settimane investono il polo petrolchimico di Priolo Gargallo. Il procuratore Sabrina Gambino ha precisato che sono in corso “accertamenti” per verificare l’eventuale violazione delle norme sulle emissioni industriali.
Nel pomeriggio, in Prefettura a Siracusa, è previsto un incontro durante il quale l’Arpa dovrebbe presentare una relazione sui risultati dei monitoraggi effettuati e indicare le misure da adottare nell’immediato. Intanto, i residenti hanno denunciato disagi e reiterate molestie olfattive, e nei giorni scorsi hanno dato vita a una manifestazione di protesta pacifica.
Da decenni non si registrava una simile, persistente ondata di miasmi di origine industriale nei comuni dell’area industriale di Siracusa. Non si tratta di semplici cattivi odori, ma di specifici agenti inquinanti, sottoprodotti della raffinazione del petrolio, che le stazioni di monitoraggio dell’Arpa rilevano oltre la soglia olfattiva da oltre un mese: in particolare composti solforati, alcuni dei quali non contemplati dalla normativa vigente. In altre parole, la legge non ne stabilisce limiti: un vuoto regolatorio denunciato dalla stessa Arpa, che già nel 2015 aveva sollecitato interventi legislativi adeguati. Tale lacuna ha “costretto” la Procura, nelle inchieste susseguitesi nell’ultimo decennio, a fare ricorso al principio di precauzione previsto dalle norme europee per ipotizzare l’infrazione.