La ricostruzione
Gli spari dagli scooter, la risposta al fuoco e l'arresto in fuga: i minuti infernali in piazza Beppe Montana
Un conflitto armato spaventoso tra due gruppi di narcotrafficanti del clan Cappello-Bonaccorsi. E l'arresto, dopo un inseguimento, di Pasquale Licandro
I poliziotti sapevano già che i tre feriti della sparatoria dell’11 giugno scorso avevano mentito. I ragazzini, infatti, hanno raccontato che stavano giocando a carte in piazza Beppe Montana, a Trappeto Nord, quando gli sono arrivate addosso le pistolettate. Bugie. La prova è arrivata dalle telecamere. Una sequenza video che ha immortalato i secondi di un conflitto armato spaventoso.
Una bolgia di ragazzi, con macchine e scooter, affollava lo slargo dedicato all’investigatore ucciso dalla mafia. A un certo punto un giovane ha fatto strani segnali: la folla ha arretrato mentre due del gruppo, fra cui un sedicenne, hanno avanzato verso la strada. Sei persone in sella su tre scooter sono arrivate a folle velocità. I passeggeri hanno cominciato a sparare ma due del fronte opposto hanno subito risposto al fuoco. Uno dei pistoleri è rimasto ferito, l’altro è riuscito a ripararsi dietro al chiosco. Mentre il commando sulle moto si dileguava, la piazza si è svuotata dei ragazzi che fino a poco prima l’affollava.
Sono ventisette i bossoli, di diverso calibro, che la polizia scientifica ha raccolto sull’asfalto. Uno era conficcato nel frigo del bar.
Pochi minuti dopo una pattuglia dei carabinieri ha intercettato a Gravina di Catania tre Honda Sh, due bianchi e uno nero, con in sella sei persone con il volto travisato da passamontagna. L’inseguimento è scattato immediatamente, così come la chiamata alla centrale operativa.
Le tre moto a un certo punto si sono divise e la gazzella della compagnia di Gravina ha deciso di tallonare lo scooter che aveva imboccato via San Paolo. In via Tomaselli i militari hanno notato il passeggero lanciare in un terreno qualcosa che teneva nelle mani. All’altezza di via Etnea, a Gravina, il conducente ha quasi perso l’equilibrio e il giovane che stava seduto dietro ha deciso di proseguire la fuga a piedi scavalcando un cancello molto alto di una proprietà privata dove ha trovato rifugio. Ma i carabinieri, non avendolo perso di vista, lo hanno subito scovato.
Il ragazzo indossava una tuta e sotto la giacca aveva creato un panciotto con un lenzuolo piegato dove erano inseriti due libri. Un giubbotto antiproiettile fai da te. I carabinieri, facendo il percorso a ritroso, hanno recuperato vicino a un cespuglio una pistola calibro 9x21 con 12 colpi inseriti nel caricatore e 1 in canna.
Pasquale Licandro, 31 anni, è stato arrestato con l’accusa del tentato omicidio dei tre minorenni presenti in piazza Beppe Montana. L’uomo avrebbe dovuto essere agli arresti domiciliari col braccialetto elettronico, che è stato danneggiato e lasciato a casa.
Licandro non è un personaggio qualsiasi nel panorama criminale: i collaboratori di giustizia, come il recente pentito Giovanni Sozzi, lo posizionano all’interno del gruppo di Sebastiano Miano “piripicchio”, che a sua volta comprende Pietro Gagliano “il puffo”. Questi ultimi due sono al momento dietro le sbarre.
Lo scontro, per la gip Marina Rizza che ha convalidato l’arresto eseguito da carabinieri e polizia, sarebbe maturato nell’ambito della criminalità organizzata. Sullo sfondo il controllo dello spaccio di droga di via Capo Passero, che vede attiva l’organizzazione di pusher di Andrea Calabretta, al momento detenuto. Le fibrillazioni, quindi, vedrebbero contrapposti due gruppi di narcotrafficanti del clan Cappello-Bonaccorsi.
In manette sono finiti anche gli altri due giovani che hanno reagito ai colpi dei motociclisti: il sedicenne ferito e il ragazzo che aveva trovato riparo dietro il chiosco.