Le indagini
Conflitto armato tra fazioni del clan Cappello: arrestato uno dei motociclisti pistoleri, giubbotto antiproiettili creato coi libri
Il 31enne è stato catturato dai carabinieri dopo un rocambolesco inseguimento. I poliziotti hanno analizzato i video che hanno incastrato l'indagato
L'accusa è tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso. Pasquale Licandro, 31 anni, è stato arrestato per il conflitto armato che si è consumato l'11 giugno scorso in piazza Beppe Montana.
Nella sparatoria sono rimasti feriti un sedicenne e due diciassettenni, uno dei quali è ancora ricoverato nel reparto di Neurochirurgia dell’ospedale Cannizzaro per una grave lesione alla terza vertebra lombare.
All'uomo, volto già noto alle forze dell'ordine, sono stati contestati anche i reati di detenzione illegale di arma da fuoco e resistenza a pubblico ufficiale.
Licandro era agli arresti domiciliari col braccialetto elettronico, ma quella notte era fuori da casa.
Il gip ha convalidato l'arresto in flagranza e ha emesso un' ordinanza di custodia cautelare in carcere.
Quello che è accaduto a Trappeto Nord per il giudice è frutto di uno «scontro tra opposte fazioni del clan Cappello-Bonaccorsi».
Negli atti dell’inchiesta sono confluiti i video dei sistemi di videosorveglianza in cui, ricostruisce la procura, si vede un gruppo di giovani allontanarsi dopo l’arrivo di un uomo in auto e di scooter «con a bordo persone travisate che hanno aperto il fuoco ad altezza d’uomo verso il centro della piazza», dove sono stati poi trovati 27 bossoli di diverso calibro.
Mentre gli agenti delle Volanti, della polizia scientifica e della squadra mobile sono arrivati sul luogo della sparatoria, i carabinieri del nucleo Radiomobile di Catania e della compagnia di Gravina hanno intercettato tre scooter con sei persone a bordo.
Durante l’inseguimento uno dei passeggeri è caduto a terra e ha tentato la fuga a piedi, ma è stato catturato da militari.
L’uomo, che era agli arresti domiciliari che aveva violato dopo avere manomesso il braccialetto elettronico, indossava un passamontagna e un rudimentale giubbotto antiproiettile costituito da due libri avvolti in un lenzuolo.
I carabinieri hanno recuperato una pistola che era stata lanciata in strada durante l’inseguimento: una semiautomatica, risultata rubata, con un colpo in canna e altri 12 nel caricatore.
