La nota
Aeroporto di Catania, allarme su sicurezza e caos passeggeri dal sindacato Sap: «La Polizia di Frontiera è al collasso»
La sigla denuncia una carenza di 63 agenti di fronte a un traffico in crescita del 7%. Con l'entrata a regime del nuovo sistema Ees e infrastrutture inadeguate, l'estate 2026 «rischia la totale paralisi operativa»
La segreteria provinciale del Sap (Sindacato Autonomo di Polizia) di Catania lancia un forte allarme riguardo la «gravissima situazione della Polizia di Frontiera all'aeroporto di Fontanarossa, in vista dell'impegnativa stagione estiva 2026». Il sindacato scrive che «a fronte dell'ottimismo mostrato dalla società di gestione aeroportuale per l'incremento del 7% del traffico passeggeri, il sindacato evidenzia un netto e preoccupante calo del personale in divisa, una dinamica che rischia di compromettere seriamente la qualità dei servizi, le condizioni di lavoro degli agenti e l'efficienza stessa dello scalo etneo».
Il quadro di forte sofferenza viene illustrato con i dati operativi. Se nel 2021 la struttura poteva contare su 143 poliziotti per gestire circa 10 milioni di viaggiatori, oggi l'organico è sceso a sole 123 unità, «pur dovendo fronteggiare una stima di oltre 13 milioni di transiti annui. Questo squilibrio si traduce in un aumento del carico di lavoro del 50%, portando ogni singolo operatore a dover smaltire circa 105.000 passeggeri all'anno contro i 70.000 del passato». Secondo i calcoli del Sap per ripristinare il rapporto tra personale e viaggiatori di cinque anni fa, mancherebbero all'appello almeno 63 poliziotti.
Ad aggravare una situazione già estremamente precaria contribuiscono diversi fattori, primo fra tutti l'imminente piena operatività dell'Entry Exit System (EES), il nuovo meccanismo europeo di registrazione per i cittadini extra UE «che allungherà in modo sensibile i tempi dei controlli. Le prime avvisaglie si sono già manifestate a metà giugno, con attese ai varchi che hanno toccato picchi di oltre due ore dall'istante dello sbarco. A questo si aggiunge la palese inadeguatezza delle infrastrutture aeroportuali rispetto agli attuali volumi di traffico: le aree dedicate ai voli extra-Schengen, originariamente progettate per gestire tra i 400 e i 600 passeggeri, si ritrovano spesso a doverne assorbire più del doppio in spazi temporali ristretti, creando pericolosi congestionamenti. La situazione è ulteriormente complicata dalla necessità di gestire voli sensibili, come quelli da e per New York o Tel Aviv, che richiedono rigidi protocolli e un dispendio maggiore di forze».
Il segretario provinciale del Sap, Leonardo Macaluso, definisce «del tutto incomprensibile la mancanza di un piano di rafforzamento degli organici che vada di pari passo con la continua e programmata crescita dei voli». Sottolineando l'estrema abnegazione dei colleghi, che attualmente reggono l'operatività del sistema solo grazie a un enorme spirito di sacrificio, Macaluso ribadisce che non si può continuare a chiedere alla Polizia di supplire alle gravi carenze strutturali dell'aeroporto. Il sindacato richiede pertanto un intervento immediato del Ministero dell'Interno e del Dipartimento della Pubblica Sicurezza per l'assegnazione di nuove unità, suggerendo di attingere ai circa 3.200 allievi in imminente uscita dalle scuole di formazione. Senza un rinforzo tempestivo, avverte il Sap, i mesi cruciali di luglio e agosto potrebbero trasformarsi in una paralisi innescando ripercussioni disastrose non solo per l'ordine pubblico, ma per l'intera immagine della Sicilia.
