Il retroscena
Lo scontro fra le nuove leve del clan Cappello-Bonaccorsi, il pentito: «Volevano allontanare il gruppo di "Piripicchio"»
I vecchi boss mal digeriscono l'impulsività dei "picciriddi" della malavita. Ma c'è chi invece «sfrutta i loro modi violenti»
Pasquale Licandro, arrestato per il conflitto armato di piazza Beppe Montana, non è un personaggio qualsiasi nel panorama criminale: i collaboratori di giustizia, come il recente pentito Giovanni Sozzi, lo posizionano all’interno del gruppo di Sebastiano Miano "piripicchio", che a sua volta comprende Pietro Gagliano "il puffo". Questi ultimi due sono al momento dietro le sbarre.
Sullo sfondo dello scontro a fuoco a Trappeto Nord ci sarebbe il controllo dello spaccio di droga di via Capo Passero, che vede attiva l’organizzazione di pusher di Andrea Calabretta, anche lui al momento detenuto. Le fibrillazioni sarebbero legate alle tensioni fra le nuove leve del clan Cappello-Bonaccorsi. Scontri mal digeriti dai vecchi boss che provano ad arginare la violenta intraprendenza di questi "picciriddi", che sembrano emulare le gesta della "paranza dei bambini" del rione Sanità di Napoli.
«La presenza di Miano e Gagliano - ha detto nel 2024 il killer dei Nizza, Sam Privitera - non è unanimamente condivisa da esponenti del clan in ragione dell’impulsività del loro modo di agire, sebbene altri siano soddisfatti della loro presenza e ne abbiano sfruttato le capacità». Sozzi è un po’ più preciso. L’ex cappelloto ha raccontato ai pm di una discussione avvenuta in carcere la scorsa estate. «Circa un mese fa io e Orazio Finocchiaro, come detenuti, e Mirko Ferrara, Pietro Guerrera, Ignazio Bonaccorsi e Agatino Litrico detto "piripicchio" come appartenenti al clan e a piede libero stavamo decidendo di allontanare dal clan il gruppo di Sebi Miano perché ormai ingestibile e responsabile delle sparatorie verificatesi al Pigno e al Villaggio Sant’Agata tutte relative alla gestione delle piazze di spaccio». E ha aggiunto dei particolari che confermano quanto raccontato da La Sicilia dopo l’omicidio avvenuto la vigilia di Natale di due anni fa al Pigno.
«Queste sparatorie si sono verificate nel dicembre 2024 e fanno riferimento al contrasto fra il gruppo di Piripicchio (Miano) e quello di Pirrello che avevano entrambi le piazze di spaccio al Pigno». Invece di essere allontanato, il gruppo di Miano sarebbe stato trasferito di corrente. «Finocchiaro e Guerrera hanno deciso alla fine di farlo transitare con Giovanni Crisafulli "u tuccu". La decisione era finalizzata a evitare azioni più drastiche nei loro confronti», ha spiegato Sozzi.


