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Castelvetrano

Mafia: perquisizioni all'ex medico accusato di aver favorito Messina Denaro

Nei pizzini Francesco Burrafato, 85 anni, era indicato come "Parmigiano"

19 Giugno 2026, 09:44

11:21

Sequestrati beni per 500 mila euro a Massimo Gentile, fiancheggiatore di Messina Denaro

Il boss mafioso Matteo Messina Denaro

I carabinieri del Ros stanno eseguendo una serie di perquisizioni nell’abitazione e in altri immobili riconducibili a Francesco Burrafato, 85 anni, già primario dell’ospedale di CastelvetranoIl medico, da tempo in pensione, è accusato di favoreggiamento aggravato per avere agevolato Cosa nostra.

L’inchiesta è coordinata dal procuratore di Palermo, Maurizio de Lucia, insieme ai pm Gianluca De Leo e Piero Padova, e si inserisce negli accertamenti sulla rete che ha protetto la latitanza di Matteo Messina Denaro. Secondo gli inquirenti, Burrafato sarebbe il soggetto indicato nelle lettere del boss come "Parmigiano".

In uno dei pizzini rinvenuti nel covo dell’ex latitante dopo la cattura, indirizzato alla sorella Rosalia e mai consegnato, il capomafia scriveva: «Ti spiego cosa devi fare, segui alla lettera ciò che ti dico: ti devi incontrare col Parmigiano, solo una volta però, e gli chiedi il prestito a lui, digli che stia tranquillo che nessuno lo vuole impaccare e che avrà restituito il tutto, o appena torna il Complicato oppure appena il Grezzo vende un suo bene che è già messo in vendita. Quindi assicuragli che stia tranquillo che gli verrà restituito il tutto».

E ancora: «Spiegagli come ti deve dare questi 40mila. Tu con lui devi parlarci subito, appena ricevi questa mia, e gli dai tre mesi di tempo, lui in questi tre mesi ti deve mandare questi 40mila. In piccole dosi, ma a settembre deve essere tutto concluso. Deve fare dosi da 5mila euro e ogni volta li dà a Fragolina, in estate gli verrà facile vedere a Fragolina, e durante l’estate conclude il tutto».

Burrafato e alcuni dei suoi familiari, secondo gli investigatori, avrebbero avuto, nel tempo, rapporti assidui con i Messina Denaro. Nel 1988 il dottore fu anche consulente di parte per l’autopsia di don Ciccio, il capomafia padre di Matteo Messina Denaro trovato morto in campagna mentre era latitante. Diverse le foto, poi, che lo vedono ritratto nell’album di famiglia.
A parlare dei rapporti di Burrafato con i Messina Denaro è stato inoltre il collaboratore di giustizia Angelo Siino. Dalle indagini era emerso che già tra il 2013 e il 2014 Rosalia Messina Denaro e i suoi figli Francesco e Maria Guttadauro avevano chiesto denaro all’indagato con messaggi ambigui.
«Dalla lettura sistematica dei dati emerge quindi che il "parmigiano" debba essere una persona che, oltre ad avere rilevanti disponibilità di denaro contante, abbia intrattenuto da epoche risalenti contatti con la famiglia Messina Denaro, tanto da potersi incontrare ripetutamente e senza destare sospetti con "fragolina" (da ritenersi parente stretta di "fragolone" Rosalia Messina Denaro) per consegnarle le tranche del prestito», si legge nel decreto di perquisizione.
«Si deve pertanto ritenere, in conclusione - c'è scritto ancora - che Burrafato debba ragionevolmente identificarsi nel soggetto indicato con il nome in codice di "parmigiano" come persona di sicura affidabilità che sarebbe stato certamente disponibile a finanziare la latitanza del boss stragista».