La lettera
Rifacimento di piazza Majorana, i residenti scrivono al sindaco: «Che fine faranno le piante?»
Da 15 associazioni e comitati, la richiesta di chiarimenti sulle superfici a verde, precedentemente presenti nell'area al centro di Catania
«Dove sono finite le piante?». I residenti della zona di piazza Angelo Majorana scrivono al sindaco Enrico Trantino per avere chiarimenti sui lavori attualmente in corso, quelli finanziati con i piani Pui (a loro volta a valere sul Pnrr) che hanno portato nelle scorse settimane anche all'abbattimento della vicina palestra Lupo. La piazza viene così descritta: «di 2.200 metri quadri, era adornata da rigogliosi alberi ed arbusti (ficus microcarpa, jacaranda, washingtonia filifera, yucca, palma nana, strelitzia, ligustro, oleandro …), la maggior parte dei quali estirpati durante i lavori in corso». Sottolineano poi che quelle piante erano «caratterizzate dal consumo di sola acqua piovana e dalla necessità di poca manutenzione».

La piazza prima dei lavori oggi in corso
La lettera, sottoscritta anche da 15 tra associazioni e comitati civici - Argo, Catania più Attiva, Cittainsieme, Comitato Difesa de l’Armisi, Comitato Parco Orti della Susanna, Comitato Piazza Pietro Lupo, Comitato Proposta per il Parco Territoriale Monte Po-Vallone Acquicella, Comitato Residenti della Civita, Futura Timpa, Legambiente Catania, LIPU sezione di Catania, Osservatorio delle Politiche Urbane e Territoriali, SUNIA, Volerelaluna, WWF Sicilia Nord Orientale - è corredata dalle immagini del progetto approvato e in corso di realizzazione che, sottolineano, fanno vedere (salvo inesatta rappresentazione del vero contenuto) un invaso a riquadri del tutto pavimentati. Tale previsione, anche se con l’uso di cemento drenante (che peraltro va utilizzato in caso di sostituzione di sistema impermeabile e non in alternativa al terreno con fondo naturale), comporterebbe più calore e convogliamento prevalente dell'acqua piovana non più nel sottosuolo (così da bagnare le radici degli alberi che poi tramite l'evapotraspirazione si contribuisce ad abbassare la temperatura dell'aria mitigando il microclima) ma nella rete acque bianche e quindi versata in mare. E prosegue: «Da quanto fin qui realizzato sembra che alla fine (salvo ripensamenti seguiti da non nota variante ai lavori) possa essere così: lo fanno presagire le canalette di scolo, le caditoie (manufatti comunque necessari se in presenza di pavimentazione impermeabile) e la grande vasca sottoterra (per l'irrigazione di alberi che fin oggi non hanno avuto bisogno di irrigazione artificiale?)».

Il rendering di piazza Majorana (a sinistra) e Lupo (a destra)
La richiesta al sindaco è quindi molto precisa, dato in premessa che il cosiddetto depaving (si fa l'esempio di Genova) è una pratica ormai molto applicata nei centri urbani per restituire suolo permeabile: «Se dovesse essere come sopra prospettato, l'approvazione di una variante al progetto che preveda che gli attuali spazi non ancora coperti da cemento restino tali e che sia aumentata la superficie alberata anche nelle banchine preesistenti». La posizione è però non netta, e si profila anche l'ipotesi opposta: aver frainteso. Così scrivono: «Se invece così non dovesse essere, un sopralluogo durante il quale venga illustrato ai cittadini ed alle associazioni che sottoscrivono questa lettera il progetto in corso di realizzazione e si ascoltino le proposte alternative».

La piazza oggi con i lavori in corso
Questo «al fine di realizzare una diversa soluzione che preveda una maggiore superficie permeabile ed alberata, totalmente drenante e effettivamente contribuente alla riduzione del calore, analoghe considerazioni e richieste vengono proposte per la piazza Pietro Lupo, i cui lavori fanno parte dello stesso intervento, per la quale è prevista l'intera pavimentazione dell'area in pietra lavica».

