Operazione antiusura
Scatta la confisca di due appartamenti e un garage per un valore di 180.000 euro
Sequestrati tre appartamenti e un garage, dopo la condanna per usura pluriaggravata a un anno e 10 mesi, confermata dalla Cassazione
Scatta la confisca degli immobili per l'equivalente di 180 mila euro per il 42enne Ignazio Prugno. Prugno era stato arrestato nel 2023 con l'accusa di usura. Dopo l'arresto di tre anni fa, ieri la polizia, su decreto del Tribunale di Messina, ha messo sotto chiave 3 appartamenti e un garage acquistati nel periodo compreso tra il 2020 ed il 2023, gli stessi anni in cui, secondo il racconto delle vittime che lo denunciarono, l’uomo prestava denaro con tassi fino al 600%.
Quegli immobili, quindi, secondo le indagini della procura di Messina, sono stati acquistati coi proventi dell’usura. Oggi la condanna è diventata definitiva e di conseguenza la procura ha chiesto la confisca, che scatta dopo il terzo grado di giudizio. All’inizio del novembre 2023 Prugno, difeso dall’avvocato Pietro Venuti, era andato ai domiciliari perché accusato, insieme a due complici, di aver prestato ripetutamente denaro ad usura ad un imprenditore, che versava in difficoltà economiche.
La vicenda affonda le radici nel 2023, anno in cui l'uomo era stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari. Quell'operazione era scaturita da un'indagine condotta dalla squadra Mobile di Messina e coordinata dalla Procura. Gli inquirenti avevano accertato che il soggetto, in concorso con altre due persone, aveva ripetutamente prestato denaro a un imprenditore locale che versava in gravi condizioni di bisogno, pretendendo in cambio la corresponsione di tassi di interesse usurari.
Le successive e articolate attività investigative, unite agli approfonditi accertamenti di natura patrimoniale svolti sinergicamente dalla Procura e dalla divisione Anticrimine della Questura di Messina, hanno sollevato il velo sulle finanze dell'uomo. È emersa così una totale incompatibilità tra gli investimenti immobiliari effettuati e le reali possibilità economiche del condannato, non giustificabili con attività lavorative lecite. Nello specifico, il Tribunale ha ricostruito il profilo criminale del soggetto, accertando che l'acquisto di tre appartamenti e di un garage, avvenuto tra il 2020 e il 2023 per il valore di 180.000 euro, sia stato realizzato impiegando denaro di provenienza illecita.