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19 giugno 2026 - Aggiornato alle 16:39
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Sindacati

Caldo estremo, stop al lavoro dalle 12.30 alle 16: la Uil chiede misure stabili per la sicurezza

Sollecitate tutele strutturali, estensione delle categorie protette e comitati operativi per la sicurezza dei lavoratori

19 Giugno 2026, 15:45

15:51

Lavoro, allerta caldo per gli edili nei cantieri

Operai del settore edile al lavoro sotto il sole in un cantiere, Genova, 03 agosto 2023.ANSA/LUCA ZENNARO(simbolica, generica, lavoro, costruzioni, cantiere, occupazione, caldo, edilizia)

Per tutta l’estate il territorio dovrà fare i conti con temperature estreme e una misura che si conferma un presidio di protezione essenziale per migliaia di lavoratori. È infatti in vigore il divieto di lavoro tra le 12,30 e le 16 per le categorie maggiormente esposte ai rischi da stress termico, in particolare nei settori agricolo, florovivaistico, edile e affini, oltre che nelle cave e nella logistica, inclusi i rider. Un provvedimento che punta a evitare il peggio, ma che solleva questioni di prospettiva sulla sicurezza del lavoro.

Se per le categorie escluse dall'ordinanza restano comunque in vigore gli obblighi di legge previsti dal Decreto Legislativo 81/2008 – con il dovere per i datori di lavoro di adottare misure organizzative idonee a mitigare i rischi – il dibattito si sposta sulla natura stessa di queste tutele. Secondo la Uil, la via tracciata dalle ordinanze stagionali è solo un punto di partenza. «È un provvedimento importante e necessario - afferma la segretaria regionale con delega al territorio Ninetta Siragusa -, ma dovrebbe diventare una misura stabile e strutturale».

Il sindacato pone l'accento sulla necessità di non limitarsi a interventi contingenti. «Sarebbe necessario, inoltre, prevedere di allargare ulteriormente la platea dei lavoratori esposti in maniera continuativa al rischio, non attualmente compresi nell’ordinanza, oltre alla logistica ultimamente inserita», prosegue Siragusa. Per la Uil, il ruolo del sindacato nei luoghi di lavoro è centrale: l'obiettivo è vigilare affinchè quanto prescritto non resti solo sulla carta. «La Uil intende fare la propria parte in continuità e coerenza con la difesa del diritto alla salute e alla sicurezza». L’appello è rivolto a un’assunzione di responsabilità collettiva. «Vogliamo condividerlo con tutti gli attori del territorio che hanno responsabilità nell’ambito lavorativo, perché di fronte alle tragedie che colpiscono il mondo del lavoro, l'indignazione e il cordoglio verso le famiglie non bastano più».

La proposta del sindacato mira a una sinergia totale tra istituzioni, aziende e parti sociali per prevenire ogni incidente, in linea con la storica campagna Uil 'zero morti sul lavoro'. Un obiettivo che richiede strumenti nuovi e più dinamici. Siragusa lancia infatti una sfida concreta: ridare slancio ai comitati consultivi di sorveglianza. «È fondamentale renderli operativi, trasformandoli in presidi attivi contro il rischio».