La protesta
Trapani, commercianti in rivolta per il piano acustico comunale: pronti a chiudere se il Comune non dialoga
Gli esercenti minacciano chiusure e chiedono dialogo, interventi su pulizia, rifornimento idrico e gestione cantieri; il sindaco propone un distretto urbano del commercio.
A Trapani nel centro antico oltre allo storico comitato dei residenti adesso si propone un'altra analoga associazione, quella costituita dagli operatori economici, i commercianti, titolari per la maggior parte di attività ricettive e di ristorazione, piccoli e grandi punti di ritrovo per la "movida". Il neo costituito comitato degli esercenti, cento sono le adesioni, ai quali dicono corrispondere mille lavoratori, ha subito dato battaglia all'Amministrazione, presentando un "manifesto" di rivendicazioni, organizzano la mobilitazione. Pronti a chiudere battenti se da Palazzo D'Alì non arriveranno segnali di dialogo e comprensione del malcontento. Per adesso si sono fermati a dichiarare lo "stato di agitazione".
Tema cardine resta il "Piano Acustico Comunale", ai commercianti del divertimento serale non piace. Troppe restrizioni. Ma qualcuno tra gli aderenti avrebbe la pretesa, assurda, per qualsiasi tessuto urbano, di trasformare la strada, il marciapiede, o il piazzale, in una discoteca a cielo aperto. Ma è anche vero che non è possibile applicare il "Pac" con le sue regole "spalmandolo" a prescindere dal genere di attività. Il sindaco Tranchida ha fissato un incontro per il 29 giugno, ma il comitato protesta, troppo il tempo di attesa "dinanzi a una situazione che segna già punti di crisi". Se la data non cambia, il comitato è pronto a rivolgersi alla prefettura.
Tranchida ha intanto lanciato una proposta. Creare il "distretto urbano del commercio": "Potrebbe rappresentare un'importante opportunità di rilancio per il centro storico e per altri ambiti commerciali omogenei di Trapani come le Vie Fardella, Piersanti Mattarella e Conte Agostino Pepoli, ma anche le Vie Palermo e Marconi in collaborazione col Comune di Erice. Affinché ciò accada è necessario che anche gli operatori economici, localizzati nei centri d'ambito, collaborino tra loro e prendano coscienza dell'importanza di "fare rete". Questo significa che dovrebbero considerarsi come parti fondamentali di un progetto più ampio, con l'obiettivo di rivitalizzare e rendere più attrattivo il centro storico e le vie a più alta densità commerciale”. Tranchida però dovrebbe precisa meglio, infatti il comitato ascolta non convinto: gli operatori rivendicano semmai che la loro presenza rappresenta un presidio di sicurezza per il centro storico, un loro regresso potrebbe causare serie problematiche di vivibilità. In agenda non c'è solo il "Pac". Il comitato vuole che si faccia il punto su pulizia e rifornimento idrico, i cantieri in corso a cominciare da quello della Brt, vengono chiesti interventi immediati e una diversa gestione di cantieri e mobilità urbana.