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ambiente

Catania, più alberi o più cemento? Scontro sul futuro di piazza Majorana e Pietro Lupo. Ma il Comune rassicura

La depavimentazione anima il dibattito cittadino. Con tanto di richiesta di chiarimenti al sindaco Enrico Trantino

20 Giugno 2026, 07:00

Catania, più alberi o più cemento? Scontro sul futuro di piazza Majorana e Pietro Lupo. Ma il Comune rassicura

Ruota attorno al termine inglese depaving (depavimentazione) il dibattito - con tanto di richiesta di chiarimenti al sindaco Enrico Trantino - alimentato da alcuni comitati e associazioni cittadine che si interrogano sul futuro degli spazi urbani, basato proprio sulla pratica di rimuovere asfalto e cemento per ripristinare il suolo naturale. Dibattito che riguarda in modo particolare due piazze: Pietro Lupo e Angelo Majorana.

È lungo l’elenco di associazioni e comitati che hanno scritto una lettera aperta al primo cittadino: Argo, Catania più Attiva, Comitato Difesa de l’Armisi, Comitato Parco Orti della Susanna, Comitato Piazza Pietro Lupo, Comitato Proposta per il Parco Territoriale Monte Po - Vallone Acquicella, Futura Timpa, Legambiente, Lipu, Osservatorio delle Politiche urbane e territoriali, Sunia, Volerelaluna e Wwf Sicilia Nord Orientale.

«È notizia recente - scrivono associazioni e comitati - che il Comune di Genova ha introdotto nelle norme del suo piano urbanistico per attuare azioni di depaving che, rimuovendo cemento, asfalto e pavimentazioni impermeabili, aumentano il terreno libero con beneficio sulla permeabilità dei suoli urbani e sul contrasto all’aumento del calore. Quando anche a Catania norme e azioni di questa portata? Gli interventi in corso di realizzazione vanno in questa direzione o in direzione contraria?».

Il primo caso preso in considerazione è quello di piazza Angelo Majorana. «La piazza, di circa duemila metri quadrati era composta da percorsi carrabili e marciapiedi asfaltati e da due comparti di circa 900, ognuno con quattro aiuole adornate da rigogliosi alberi e arbusti (Ficus microcarpa, Jacaranda, Washingtonia Filifera, Yucca, palma nana, strelitzia, ligustro, oleandro) la maggior parte estirpati durante i lavori in corso, caratterizzati dal consumo di sola acqua piovana e dalla necessità di poca manutenzione. Il progetto approvato e in corso di realizzazione mostra un invaso a riquadri del tutto pavimentati. La previsione, anche se con l’uso di cemento drenante, comporterebbe più calore e convogliamento prevalente dell’acqua piovana non più nel sottosuolo, ma nella rete acque bianche e quindi versata in mare. Da quanto fin qui realizzato sembra che alla fine (salvo ripensamenti) possa essere così: lo fanno presagire le canalette di scolo, le caditoie e la grande vasca sottoterra. Per l’irrigazione di alberi che fin oggi non hanno avuto bisogno di irrigazione artificiale?».

«Se dovesse essere come così prospettato - sottolineano i promotori della lettera - chiediamo all’Amministrazione l’approvazione di una variante al progetto che preveda che gli attuali spazi non ancora coperti da cemento restino tali e che sia aumentata la superficie alberata anche nelle banchine preesistenti. Se invece così non dovesse essere, chiediamo un sopralluogo per illustrare ai cittadini e alle associazioni il progetto in corso di realizzazione e che si ascoltino le proposte alternative».

«Per realizzare una diversa soluzione che preveda una maggiore superficie permeabile e alberata totalmente drenante e effettivamente contribuente alla riduzione del calore - concludono i firmatari della lettera - analoghe considerazioni e richieste vengono proposte per la piazza Pietro Lupo, i cui lavori fanno parte dello stesso intervento, per la quale è prevista l’intera pavimentazione dell’area in pietra lavica».

Ma nella stesura del progetto è stata proprio l’Amministrazione Comunale a guardare alla città di Genova. A fare il punto con La Sicilia è l’ufficio progettazione e direzione lavori.

«Il Comune sta perseguendo gli stessi obiettivi di sostenibilità ambientale di Genova, che ha introdotto azioni di depaving all’interno del proprio Piano Urbanistico per migliorare la permeabilità dei suoli e mitigare le isole di calore. L’approccio adottato a Catania è tuttavia contestualizzato alla realtà storica, architettonica e funzionale del proprio territorio e tra questo quello delle piazze Pietro Lupo e Angelo Majorana, oggetto di un unico intervento finanziato dal Pnnr. Non si tratta di una generica pavimentazione impermeabile, bensì di una riqualificazione complessiva che aumenta significativamente le superfici verdi e permeabili rispetto alla situazione precedente. La scelta progettuale adottata consente inoltre un’irrigazione delle nuove aree verdi, non essendo possibile utilizzare l'acqua di rete come previsto dalla normativa vigente».

Per i tecnici, inoltre: «I numeri evidenziano il valore dell’intervento. Gli spazi verdi attrezzati vengono quadruplicati poiché passano dai 685 metri quadri della situazione precedente (caratterizzata da aiuole spesso abbandonate) ai 2.625 metri quadri di nuovi spazi di verde attrezzato con arredi, attrezzi ginnici, sedute e giochi per l’infanzia. Si crea inoltre una nuova isola pedonale su aree prima utilizzate solo da automobili, per un totale di 4.030 metri quadri. L’intervento si integra con gli analoghi lavori in corso sulla vicina via Teatro Massimo, aggiungendo ulteriori importanti spazi verdi».

E riguardo alle alberature esistenti, gli uffici chiariscono: «Tutte le specie presenti - Ficus, palme e Jacarande - sono state preservate e hanno guidato le scelte progettuali sui nuovi viali e spazi in ombra, in linea con le indicazioni degli uffici comunali e della Soprintendenza, deputati alla tutela e valorizzazione del verde pubblico. Il progetto prevede l’impianto di 75 nuove alberature tra carrubi, querce e agrumi, oltre alla messa a dimora di circa 200 specie arbustive proprie della macchia mediterranea. L’irrigazione è destinata esclusivamente a questi nuovi impianti e alle alberature di nuovo impianto, garantendo così una gestione razionale e sostenibile delle risorse idriche».