Cronaca
Acate, mortale incidente sul lavoro in una cava: condannata a tre anni
La pena è arrivata per la legale rappresentante della ditta che gestiva il sito
La legale rappresentante di una ditta con sede ad Acate è stata condannata in primo grado a tre anni di reclusione per omicidio colposo e inosservanza delle norme di sicurezza, in relazione all’incidente mortale costato la vita a Giuseppe Città, 47 anni, avvenuto il 4 luglio 2017 in una cava di sabbia ad Acate.
L’inchiesta, condotta dai carabinieri e dal personale dello Spresal, ha accertato che l’operaio precipitò da un’altezza di circa sei metri mentre effettuava lavori di manutenzione su un nastro trasportatore appartenente a un impianto estrattivo dismesso.
Con lui operava un dipendente della stessa azienda, già riconosciuto colpevole con rito abbreviato in primo grado e, successivamente, anche in appello: la pena è stata rideterminata da due anni e due mesi a un anno e quattro mesi, con sospensione condizionale.
Secondo le ricostruzioni investigative, il collega avrebbe azionato un mezzo meccanico e sollevato Città all’interno della benna per consentirgli di raggiungere la quota necessaria all’intervento. Qualcosa, però, non andò per il verso giusto e l’uomo cadde, riportando lesioni gravissime risultate fatali.
Il pubblico ministero aveva richiesto per l’imputata una condanna a due anni, istanza condivisa anche dalle parti civili. È stato preannunciato ricorso in appello.