L'inchiesta
Il civico "121" di via Capo Passero: la scia di sangue dietro la piazza di spaccio più calda di Catania
Dall'omicidio del principe della droga avvenuto 14 anni fa all'ultima sparatoria a Trappeto Nord
Scorre sangue sul pianerottolo del civico 121 di via Capo Passero. Che è considerata la più calda piazza di spaccio di Trappeto Nord. Anzi, forse, di Catania. E si arriva a uccidere per il controllo di quel civico. Nel 2012 il principe della droga Alessandro Ponzo è stato ammazzato. Nessuno ha mai parlato. Nessuno ha mai fiatato. Tranne qualche collaboratore di giustizia che ha militato nella cellula mafiosa di Picanello, da sempre collegata con via Capo Passero tramite il narcotrafficante Marco Battaglia. Che era il suocero di Alessandro Ponzo.
Un delitto senza colpevoli a distanza di 14 anni. Di quell'omicidio rimangono le immagini del funerale in stile Casamonica con cartelloni e manifesti dedicati al "principe" che furono registrate dalle telecamere dei carabinieri e finirono nel processo "Leo 121".
Il turno di spaccio al civico 121, tre anni fa, ha scatenato la guerra tra i Nizza e i Cappello. Da Librino partirono delle spedizioni muscolari con le "stese" che dovevano dimostrare la supremazia della frangia armata dei Santapaola. Gli equilibri mafiosi si sono man mano modificati con una velocità intensa. Causa? I duri colpi degli investigatori.
Il civico "121" è tornato attuale nell'ultima sparatoria avvenuta a Trappeto Nord. Precisamente in piazza Beppe Montana. Uno dei due giovani arrestati dalla polizia che hanno risposto al fuoco dei motociclisti pistoleri è Giuseppe Ponzo, il figlio di quell'Alessandro condannato a morte.