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Zoccolo duro

Catania, blitz contro le corse clandestine: 13 cavalli sequestrati e sette persone denunciate per maltrattamenti

In qualche caso gli animali erano denutriti. Nelle stalle (a Librino, San Giovanni Galermo, Picanello e San Cristoforo) sono stati trovati anche farmaci dopanti

20 Giugno 2026, 09:58

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Catania, blitz contro le corse clandestine: 13 cavalli sequestrati e sette persone denunciate per maltrattamenti

Prevenire e contrastare l’illecito impiego di equidi in corse clandestine e la loro destinazione alla macellazione. È questo l'obiettivo dell'operazione "Zoccolo duro" della polizia di Stato, nell'ambito della quale sono state controllate 19 stalle abusive in vari quartieri della città e sono stati denunciati per maltrattamento di animali sette catanesi, tutti residenti a San Cristoforo, San Giovanni Galermo e Picanello.

I controlli effettuati hanno permesso di constatare condizioni maltrattanti per 23 equidi, tra stalloni e pony, e di identificare 57 persone, di cui oltre 30 pregiudicate per reati di diverso tipo, tra cui l’associazione per delinquere di stampo mafioso. I medici veterinari hanno accertato che tutti gli equidi controllati erano detenuti in luoghi incompatibili con la loro natura, in locali privi di areazione e in spazi angusti, e che alcuni di essi erano anche malnutriti.

Molte delle stalle erano già state controllate negli ultimi mesi dalla polizia e, nonostante fosse stato intimato ai proprietari di trasferire i cavalli in luoghi idonei e in aziende autorizzate, nessuno di loro aveva ottemperato.

A seguito della verifica delle 19 stalle (tre a Librino, due a San Giovanni Galermo, cinque a Picanello e nove a San Cristoforo), sono stati sequestrati 13 equidi. Altri dieci cavalli sono stati trasferiti in strutture autorizzate e sottoposti a vincolo sanitario. Proprio questi ultimi dieci cavalli godevano di buona salute e, nonostante fossero censiti in banca dati con regolare passaporto equino, venivano detenuti in locali non idonei. Infatti, i titolari si ostinavano a detenerli in luoghi vicini alle loro abitazioni, ancorché privi dei requisiti, piuttosto che nei luoghi per i quali erano autorizzati.

In alcuni casi i poliziotti sono dovuti intervenire per scardinare le porte in ferro di box fatiscenti abusivi, al cui interno si trovavano i cavalli. In tre stalle i proprietari non si sono presentati e, quindi, gli animali sono stati sequestrati a carico di ignoti, mentre in altri due casi i proprietari non erano presenti perché detenuti in carcere e, quindi, si è provveduto ad identificare i familiari incaricati di prendersi cura dei cavalli.

All’operazione hanno partecipato 50 poliziotti della Squadra Mobile, dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico - Squadra Volanti, Motovolanti, Reparto a Cavallo e Squadra Cinofili, del X Reparto Mobile, della Polizia Scientifica e dei Commissariati Borgo-Ognina, Centrale, Librino, Nesima e San Cristoforo, tutti coordinati dalla Divisione Polizia Anticrimine della Questura. Fondamentale la sinergia operativa che va avanti da anni con il Servizio Veterinari del Dipartimento di Prevenzione dell’ASP che ha impiegato ben nove medici e tecnici della prevenzione.

La Squadra a Cavallo ha curato tutti gli aspetti tecnici dei controlli, offrendo assistenza ai veterinari e operando il sequestro con affidamento al personale dell’Istituto incremento ippico della Regione Sicilia, la cui disponibilità ad offrire spazi idonei e confortevoli per i cavalli è stata fondamentale. Presto gli equidi saranno affidati all’associazione “Save a horse”, che si è offerta di prendersi cura degli equidi a titolo gratuito; l’associazione presta soccorso agli animali costretti dai proprietari a vivere in situazioni incompatibili con la loro natura, ospitandoli in un’oasi dove potranno vivere in libertà.

Oltre ad accertare il maltrattamento di animali, i poliziotti hanno sequestrato farmaci dopanti e hanno denunciato una donna per furto di energia elettrica in quanto l’Enel ha constatato un allaccio abusivo. A seguito dei controlli con i tecnici dell’Enel è emerso che altri sette utenti erano allacciati abusivamente e dovranno rispondere del reato di furto di energia elettrica.