Il caso
«Mai autorizzato il tracciamento sul Passiatore, le bici sono già autorizzate»: Trantino chiude la polemica sulla ciclabile
«Chi è al vertice - cioè io - si deve assumere la responsabilità». Lo afferma il primo cittadino di Catania in una nota pubblicata sul suo profilo Facebook
«Chi è al vertice - cioè io - si deve assumere la responsabilità». Il sindaco di Catania Enrico Trantino, con un post sui social, chiude definitivamente il capitolo "pista ciclabile al Passiatore". Di quella striscia di vernice sulle mattonelle della passeggiata catanese si è a lungo parlato prima per l'istanza formale inviata dall'avvocato Giuseppe Lipera alla Soprintendenza ai Beni culturali di Catania; e poi perché la Soprintendenza ha in effetti risposto, intimando al Comune il ripristino dei luoghi.
Simbolo in stile liberty della memoria catanese, sul Passiatore (che collega piazza dei Martiri con la Stazione centrale) erano state tracciate le strisce della pista ciclabile. «La direttiva era altra (la pista ciclabile che arriva da viale Africa deve attraversare viale Libertà, percorrere Corso Martiri, girare su via De Nicola e ricongiungersi a quella già esistente che parte da via Marchese di Casalotto) - afferma adesso Trantino in un post su Facebook - Non è stato mai autorizzato il tracciamento sul nostro Passiaturi (peraltro inutile, dato che le biciclette sono già autorizzate a percorrere tutte le aree pedonali)».
«La sovrapposizione di impegni con scadenza 30 giugno ha generato un corto circuito, che era stato già risolto con la sollecitazione al ripristino della situazione preesistente, prima che giungessero le comprensibili proteste». Il caso, insomma, così com'è nato può considerarsi archiviato.
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